Mede contro Asst: smantella l'ospedale

MEDE «L'Asst di Pavia deve produrre un documento con le misure per un efficace servizio sanitario a favore della Lomellina: oggi la carenza di una puntuale informazione crea un clima di sfiducia nei cittadini»: l'altra sera, il consiglio comunale riunitosi in seduta straordinaria di fronte all'ospedale San Martino, nel viale dei Mille chiuso al traffico, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sarà spedito all'Asst, all'Ats e all'assessorato regionale alla Sanità. Sotto accusa «i miglioramenti anticipati da Asst nel febbraio scorso nella riunione del teatro Besostri, che però non trovano corrispondenza nella realtà odierna». La maggioranza ha parlato con il sindaco Giorgio Guardamagna, l'assessore alla Salute Fabrizio Carena e il presidente del consiglio comunale Simone Annibale Ferraris. «Il decreto ministeriale 70 del 2015 - ha detto il sindaco - mette in difficoltà il nostro ospedale: lo abbiamo ribadito più volte alla Regione, che colpevolmente non ci ascolta. Solo poche ora fa abbiamo ricevuto dall'Asst un freddo elenco di ambulatori attivi a Mede, ma gli stessi operatori ci hanno confermato che molte prestazioni sono effettuate per poche ore al mese. La salute dei cittadini non può essere equiparata a una tabella». Guardamagna ha invitato a Mede l'assessore regionale Giulio Gallera, senza mai ricevere risposta. «A Milano - ha proseguito il sindaco fra gli applausi del folto pubblico - non vogliono capire che il San Martino rappresenta un punto di riferimento per la Lomellina sud-ovest, ma ormai la misura è colma».Carena ha spiegato che i problemi del San Martino sono stati confermati dai pazienti e Ferraris ha portato un esempio emblematico. «Ci hanno confermato - ha spiegato - che è stato già portato via un lettino dalla sala operatoria: noi non permetteremo lo smantellamento pezzo per pezzo del nostro ospedale». La minoranza è intervenuta con Antonella Bertarello, che ha ribadito il costante impegno per la difesa dell'ospedale, e l'ex sindaco Maurizio Donato. «Il depotenziamento della sanità pubblica - ha detto Donato - ebbe inizio nel 1997 con la legge regionale 31: ora ne stiamo subendo le conseguenze più nefaste. Sarebbe il caso, invece, di intercettare i "migranti della sanità", cioè i lomellini che vanno a curarsi a Casale, a Valenza o a Tortona, anche perché questi soldi entrano nelle casse del Piemonte. E poi facciamo ritornare a Mede la specialistica ambulatoriale persa negli anni». Il 7 luglio scorso Guardamagna ha partecipato al Consiglio di rappresentanza dei sindaci dell'Ats discutendo del San Martino. «Ho chiesto - ha informato - che i vertici sanitari indichino formalmente le azioni e un cronoprogramma con le tempistiche per il loro completamento».Lunedì la giunta aveva ricevuto in municipio il direttore sanitario dell'Asst, Francesco Reitano, e il direttore sociosanitario Armando Marco Gozzini per «puntualizzare lo stato di fatto rispetto ai progetti sul San Martino - ha chiarito il vice sindaco Guido Bertassi -. Non siamo rimasti soddisfatti e perciò ci siamo rivolti ai medesi».Umberto De Agostino