Bruciano i campi di grano Ora è caccia ai piromani

di Paolo FizzarottiwGODIASCOIl piromane del grano è in azione in Oltrepo: al terzo campo che brucia, è ormai chiaro che non si tratta di eventi accidentali. Anche perchè, nello stesso tempo, proseguono i «consueti» incendi di boschi, foreste e sterpaglie. L'altra sera, alle 19, l'allarme è scattato a Godiasco in località San Desiderio, vicino alla Sp del Penice. Ha preso fuoco un campo di grano quasi pronto per la mietitura, esteso per circa un ettaro e mezzo. Dal campo le fiamme si sono propagate al vicino sottobosco. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Voghera, i pompieri volontari di Varzi, il gruppo antincendio della Comunità montana, i volontari della protezione civile di Nivione, i carabinieri di Voghera e Godiasco. Il rogo è stato spento solo dopo le 22. A Rocca Susella è bruciato un ettaro di terreno, in parte incolto, in parte coltivato a cereali. Lì vicino è stata notata un'auto in sosta, che poi si è allontanata velocemente: subito dopo si è alzato il fumo dell'incendio. A dare il via all'inedito fenomeno dei campi coltivati dati alle fiamme era stato un rogo scoppiato a fine giugno: otto ettari di terreno coltivati a grano nella zona di Voghera Est, una danno da 12 mila euro. Dapprima si era pensato che l'incendio fosse partito da una cabina elettrica dell'Asm: che, però, non presentava alcun segno di corto circuito o surriscaldamento. Incendio «tradizionale» di bosco invece a Valverde, dove è bruciato un ettaro di pineta. Oltre alla squadra antincendio della comunità montana sono intervenuti il gruppo di protezione civile di Nivione e Varzi, i vigili del fuoco di Voghera, i carabinieri forestali di Zavattarello e Varzi. Vicino alla pineta non passa alcuna strada. Non si è trattato quindi di un evento accidentale: chi ha appiccato il fuoco è andato appositamente sul posto. Le forze dell'ordine stanno sentendo testimoni per cercare di ricostruire l'accaduto. «Il calo delle precipitazioni e le temperature massime superiori rispetto alla media di giugno creano un mix esplosivo per la diffusione degli incendi, troppo spesso opera di piromani e azioni criminali - afferma Wilma Pirola - presidente di Coldiretti Pavia - Oltre alla distruzione di interi campi coltivati e quindi di reddito per gli agricoltori, i roghi provocano anche danni incalcolabili dal punto di vista ambientale per la perdita di biodiversità. Gravissima anche la distruzione di aree di bosco, che sono i polmoni verdi del nostro territorio e che concorrono ad assorbire l'anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici».La Coldiretti ha elaborato un decalogo per combattere gli incendi. «A parte le azioni sconsiderate dei piromani, che vanno perseguiti con durezza - prosegue Wilma Pirola - ci sono le regole del buonsenso. La prima è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse. Soprattutto nelle campagne. Non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall'automobile, e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell'ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Necessario, infine, collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi, favoriti dallo stato di abbandono dei boschi». (ha coll. Alessandro Disperati)