Raccomandate, da lunedì si ritirano in nove uffici

di Stefania PratowPAVIARivoluzione poste da lunedì. Quando partirà la chiusura a giorni alterni degli uffici postali, prevista per il periodo estivo, e quando prenderà il via il ritiro di raccomandate e pacchi nei nove uffici della città. Dalla prossima settimana infatti, dopo cinque anni, il centro di viale Brambilla sarà chiuso al pubblico e il servizio sarà attivo a Pavia Centro, a Pavia 1 (piazza Stazione), Pavia 2 (corso Garibaldi), Pavia 3 (viale Indipendenza), Pavia 4 (via dei Mille in Borgo), Pavia 5 (via Tasso), Pavia 7 (Vallone), Mirabello e Fossarmato. Non ci saranno invece consegne in quello di San Pietro, in viale Cremona. E fatta eccezione per Pavia Centro e piazza della stazione, dove l'apertura è garantita dalle 8,30 alle 19, tutti gli altri chiuderanno alle 14.Per i sindacati sarà caos. Perché la consegna potrebbe avvenire con un ritardo di 48 ore «a causa dei giorni alterni». Ritardo che potrebbe anche aumentare, visto che si dovrà fare i conti con la chiusura a giorni alterni degli uffici. E, secondo le organizzazioni sindacali, potrebbero esserci disagi per coloro che, lavorando, non possono ritirare la posta dopo le 14, sempre che siano utenti degli uffici aperti solo in mattinata. Da non sottovalutare il problema multe. Perché eventuali ritardi costerebbero cari, visto si rischia di non poter usufruire dello sconto del 30 per cento previsto se si paga entro 5 giorni. Tempo che si calcola a partire dal giorno in cui il postino lascia l'avviso a casa. «Una situazione che diventa ancora più preoccupante - spiega Maurizio Dassù di Cisl Poste - nei Comuni non serviti dalla Linea Plus, quella che consente la consegna della posta prioritaria. In caso di festività infrasettimanali la situazione degenererà ulteriormente. Sarà un disastro». Stessa rivoluzione anche a Vigevano, dove la distribuzione verrà suddivisa tra Vigevano Centro e gli altri uffici cittadini.A Pavia città si sta parlando di 3.500 raccomandate al giorno, il 15% delle quali destinate a ritornare nel centro di viale Brambilla a causa dell'assenza a casa del destinatario. Sono invece 500 i pacchi da recapitare quotidianamente e in questo caso il 20% rientra in sede. Numeri che rischiano di mandare in tilt il sistema. Sistema che è già in sofferenza per la mancanza di personale. All'appello, secondo i sindacati, mancano un'ottantina di postini, una cinquantina di sportellisti e almeno cinque autisti. In estate vengono assunti portalettere a tempo determinato che non conoscono il territorio. Sono otto le assunzioni fatte a Pavia, «saranno possibili rallentamenti ed errori», sostiene Dassù che poi ricorda «gli strumenti obsoleti con cui il personale è costretto a lavorare». Palmari lenti o che funzionano a singhiozzo, eppure «fondamentali per lasciare gli avvisi». Resta aperta anche la questione spazi. La maggior parte degli uffici postali ha locali troppo piccoli per contenere la mole di raccomandate e pacchi. Basta pensare all'ufficio della Stazione dove è impensabile, sottolinea Dassù, che si riesca ad accumulare corrispondenza. Per Poste Italiane invece il ritorno dalla consegna centralizzata a quella decentrata «ha l'obiettivo di semplificare la vita ai cittadini, collocando il servizio il più vicino possibile alla residenza degli utenti».In provincia sono 26 gli uffici, tra cui anche sette di Pavia città, due di Vigevano e due di Voghera) che saranno aperti un giorno sì e un giorno no, secondo un calendario predisposto per dare la possibilità agli utenti di avere a disposizione uno sportello nel raggio di pochi chilometri. La nuova direttiva prevede che le raccomandate non consegnate vengano portate nell'ufficio postale più vicino al domicilio del destinatario. Questo potrebbe complicare le cose in maniera enorme, soprattutto per gli utenti che, con il piano di chiusure estive, ripresentato ogni anno, rischierebbero di trovare l'ufficio vicino casa o l'ufficio del paese di residenza serrato nel giorno in cui possono andare a ritirare la raccomandata.