L'OPINIONE
La Fiat 500 compie 60 anni. Evviva. Il 4 luglio del 2007, dieci anni fa, una festa da mille e una notte sulle rive del Po a Torino segnò il ritorno di un'utilitaria che aveva scritto una pagina di storia dell'automobilismo italiano. In città arrivarono giornalisti da tutto il mondo e con loro i principali concessionari che già sgomitavano per avere i nuovi modelli in pronta consegna. Grande regista del lancio Luca De Meo, all'epoca braccio destro di Sergio Marchionne, poi passato alla concorrenza tedesca. Le nuove 500 navigavano su zattere sul fiume, in uno show che non badò a spese. All'indomani la colonna attraversò la città: la gente si fermava a salutare gli equipaggi durante la prova. Fu una riscossa per l'Italia e per la sua fabbrica che cercava di uscire da momenti bui puntando su un marchio che suscitava emozioni.La 500, insieme a poche altre, ispirava simpatia. Per tanti è stata la prima auto che non si scorda mai. Nel 1957 si chiamava Economica, aveva una panchetta in legno al posto dei sedili posteriori. Rispetto alla madre Topolino era un oggetto moderno. Poi la D, con le porte controvento, la F, la L con volante e cruscotto della 850 e infine la R con il motore della 126.Un'auto unica. Avviamento con le levette, bicilindrico raffreddato ad aria, cambio non sincronizzato e doppietta obbligatoria in scalata per non grattare: croce e delizia dei conducenti. Chi sbagliava veniva deriso al bar: "Sei un autista dell'Uma" che stava per Unione macchine agricole. Il tetto apribile era una chicca che rendeva una scatola la spider dei sogni. Velocità massima 100 chilometri all'ora in discesa, freni poco efficaci, tenuta di strada da migliorare.Ma gli italiani si sono rimessi in moto sul Cinquino che aveva tanti pregi: consumi ridotti e riparazioni alla portata di tutti. La cinghia di trasmissione si rompeva spesso, ma poteva essere sostituita da una calza di nylon. Così i viaggi diventavano piccole avventure. Con il primo stereo toccai il cielo con un dito: musica a palla, grazie anche a un equalizzatore supplementare alloggiato nella tasca per i documenti della 500 L sottratta alla mamma, bianca con interni rossi di finta pelle. Erano i mitici anni settanta, si ascoltava Punto Radio che trasmetteva da Zocca e il mercoledì sera tutti allo Snoopy's Dream a Modena a ballare con il disc jockey Vasco Rossi protetto da una cupola di vetro. Prima di tornare a casa, l'acquisto delle sue cassette era una tappa obbligata.La 500 aveva un altro difetto: era facile da rubare. Esperienza toccata con mano quando, uscito dal cinema a Mirandola, non la ritrovai nel parcheggio. Grande disperazione in famiglia e sensi di colpa a non finire nel figlio che aveva appiedato la madre. La telefonata dei carabinieri, giorni dopo, risollevò il morale: auto ritrovata in buono stato. I ladri avevano consumato tutta la benzina, ma lasciato la radio. Mancavano però tutte le cassette mixate da Vasco. Una rabbia che non è ancora passata, soprattutto dopo il concertone dei 220mila a Modena. In anni più recenti ho comprato altre tre 500: una F color caffè latte, una L bianca e una Abarth esse esse da 160 cavalli. Una piccola bomba con le marmitte aperte, ma la musica dello Snoopy's Dream toccava altre corde.