Casorate, un mini centro commerciale

di Giovanni ScarpawCASORATE Ventimila metri quadrati di area, di cui oltre 5 mila destinati a zona commerciale e fra questi un supermercato di media distribuzione, cioè inferiore ai 1500 metri quadrati. L'operazione, da 5 milioni di euro, di cui è già stata depositata una dettagliata documentazione in Comune, si chiama "Area 33". Il luogo prescelto per la realizzazione, la zona dell'ex Omino di Ferro. Il progetto, nello specifico, prevede tre strutture di vendita. La prima, di 2250 metri quadrati (con superficie di vendita di 1500) sarebbe destinata al supermercato vero e proprio. Le altre due, una di 1500 e l'altra di 1600, viene indicata nella proposta come "commerciale generica". In tutto, comunque, secondo i dati planimetrici forniti dai proponenti, la superficie commerciale totale sarebbe di oltre 5 mila metri da realizzare nell'area dell'ex fabbrica, ormai abbattuta e che da anni aspetta una nuova destinazione. Nel progetto, infine, si parla all'incirca di una trentina di posti di lavoro nuovi. Troppo pochi per l'opposizione, che già avanza dubbi sull'operazione. Soprattutto perchè, dicono i consiglieri di minoranza, il nuovo supermercato darebbe la mazzata finale ai negozi del paese, già in grave difficoltà per la crisi del settore. Ma la giunta difende le sue scelte. «L'area è a tutti gli effetti commerciale e fu inserita nel Pgt dalla precedente amministrazione di cui Artemagni faceva parte - spiega il Comune in una nota - . Ora ci sono diritti di privati che non possono essere ignorati. Una variante seria presuppone molto tempo dedicato alla programmazione. Il Pgt vigente è costato 4 volte la spesa che stiamo sostenendo per la variante generale in scadenza nel 2017 e quindi i tempi con i quali stiamo predisponendo la variante sono quelli giusti. L'apertura del primo supermercato Conad, inaugurato durante la giunta Rho, è quella che ha creato una concorrenza tra i negozi e il supermercato, e tanto basta per far nascere un conflitto. L'apertura di ulteriori medie strutture creerà di fatto una concorrenza solo tra supermercati». «Esistono già tre medie strutture sul territorio, Conad, Simply e In's - ribattono Luigi Cosentini e Giuseppe Artemagni - e non si vede la necessità di un ulteriore punto vendita. Il consiglio di Stato, comunque, aveva azzerato tutta l'operazione. Loro ora ripartono solo con la zona commerciale. La responsabilità è tutta loro, quindi». «Nel settembre 2014 - aggiunge Cosentini - chiesi la variante generale al Pgt, tramite una mozione, per riparare a tutte le storture del Pgt. Come gli esponenti della maggioranza attuale chiedevano del resto in un esposto presentato alla procura quando erano all'opposizione, formata allora da Bordonali, Bina, Vona e Stramezzi. La mozione fu respinta. Dopo 3 anni, fanno la variante al Pgt, quando ormai non serve. Dov'è la coerenza? Si assumano ora la responsabilità senza scaricarla sugli altri».