Cairoli torna a volare verso il nono Mondiale: «Meritiamo più spazio»
di Davide CasarottoQuesto inizio di estate ha consegnato agli appassionati di motocross emozioni incredibili. E il merito, manco a dirlo, è di uno dei più grandi interpreti delle ruote tassellate: Antonio (Tony) Cairoli. L'otto volte campione del mondo, reduce da due stagioni di alti e bassi tra infortuni e problemi tecnici, sta viaggiando spedito verso la nona iride dimostrando a tutti, avversari e addetti ai lavori, che è ancora il pilota da battere.Sbancata la gara di casa a Ottobiano (Pavia), davanti a 20mila tifosi festanti, Cairoli ha inferto un duro colpo alle ambizioni degli avversari. In particolare a quel Jeffrey Herlings che appare l'unico in grado di tenerne il passo in questa fase centrale del campionato. Il duello contro il compagno di marca olandese si è riproposto sette giorni dopo in Portogallo, in entrambe le manche: i due, in grande spolvero, si sono scambiati primo e secondo posto. A esultare però sul gradino più alto del podio è stato Cairoli, beneficiando della discriminante che privilegia il risultato ottenuto nella gara che chiude la giornata, in cui è riuscito a precedere sul traguardo il forte avversario. Che riconosce sportivamente i meriti del siciliano. «In questo periodo Tony è davvero molto veloce, per poterlo battere bisogna che tutto sia davvero perfetto», ha ammesso Herlings, ancora a caccia di un successo di Gp che, complice anche un pizzico di malasorte, non è ancora riuscito a centrare. Quello ottenuto sul veloce tracciato di Agueda, caratterizzato da un fondo molto compatto, è stato il quarto successo stagionale per Cairoli, l'82esimo della sua luminosa carriera, il primo sul tracciato lusitano.Ora, quando mancano sette prove al termine del campionato, Tony può vantare sull'inseguitore più prossimo nella generale, il belga Clement Desalle (Kawasaki), ben 91 lunghezze. Le insidie da qui al primo ottobre, data in cui si chiuderà a Matterley Basin (Gran Bretagna) il 2017 non mancheranno. Ma se il pilota della Ktm mantiene questa costanza ai vertici, su ogni tipo di terreno, difficilmente qualcuno arriverà a insidiargli un primato che ora come ora appare molto saldo e che varrebbe la conquista del suo nono titolo in carriera. Un primato che Cairoli, rendendosi protagonista anche fuori dal tracciato, ha fortemente rivendicato al termine della prova corsa a Ottobiano, in cui il siciliano è stato protagonista anche a motori spenti nel corso delle interviste postgara. Uno sfogo che, reduce da una doppietta esaltante, probabilmente il numero 222 si teneva dentro da tempo. Primi destinatari i detrattori che dubitavano potesse tornare ai vertici dopo un periodo tribolato. «In questi due anni ne ho sentite tante - ha spiegato Caironi - ma ora sono di nuovo qui a dimostrare che in tanti si sbagliavano: non sono finito, la mia carriera va avanti e voglio dimostrare di poter vincere ancora». Il monologo di Tony è poi proseguito, con l'obiettivo puntato stavolta sui media, soprattutto nazionali, rei secondo lui di non dare risalto alle sue gesta e a uno sport come il motocross che vanta numerosi appassionati al seguito: «In Italia il motocross non lo considera nessuno - è il netto giudizio del crossista siciliano - tanti organi di informazione dovrebbero farsi un'esame di coscienza: ho vinto e continuo a vincere davanti a migliaia di tifosi e dopo la mia vittoria qui a Ottobiano su siti Internet, tv e radio si parlava solo del Gp di Formula 1 dove non c'era nemmeno un italiano nei primi posti». Dichiarazioni giustificate nei contenuti e nei toni per uno dei maggiori protagonisti del motorsport di casa nostra, secondo per vittorie e palmarès probabilmente al solo Valentino Rossi.Ora per la Mxgp ci saranno due weekend di pausa. Si tornerà in pista il prossimo 23 luglio in Repubblica Ceca, sul tracciato di Loket. «Questa per il campionato è stata una vittoria molto importante - ha detto Cairoli dopo l'affermazione di Agueda -. Ora mi prendo una settimana di pausa dalla moto e resterò in Italia per preparare Loket». Massima concentrazione dunque e mirino fisso sull'obiettivo: il titolo è una missione molto più che possibile.©RIPRODUZIONE RISERVATA