Pd: il decreto sulle banche scatena l'ira di Emiliano

ROMA Già molto calda per lo scontro sulle alleanze, la direzione del Pd di giovedì prossimo rischia di diventare incandescente. Michele Emiliano, terzo arrivato al congresso e poco interessato alla lite sulla coalizione, apre un nuovo fronte tra i dem e contro il governo: il decreto sulle banche venete, così com'è, avverte il governatore pugliese, è invotabile. Una minaccia non tanto per i numeri in Parlamento - Forza Italia ha annunciato il via libera - ma per aumentare la tensione interna visto che sull'ultimo decreto bancario, oltre a Padoan, si sono esposti anche il premier Gentiloni ed il leader Pd. Matteo Renzi, dopo aver messo in chiaro la linea nell'assemblea dei circoli, «niente caminetti, niente discussioni fumose sulla coalizione», è determinato a tenersi fuori dalle risse. Certo, il 10 uscirà il suo libro e chi ha avuto modo di parlare con lui fa capire che l'ex premier non le manderà a dire a critici e avversari non solo politici. Ma in un tweet il segretario Pd fa capire che lo scontro con Bersani e compagnia non interessa a nessuno. Sono ben altre, a suo avviso, le cifre che appassionano gli italiani. «3.500.000 pensionati hanno la quattordicesima - enumera Renzi - 350mila giovani usano 18app, 35mila chiedono Ape, 350 parlano di coalizione #sinistra». A dar fastidio a Renzi su temi concreti ci pensa invece Emiliano che conta 10 deputati e due senatori. Il governatore fa sua la battaglia contro il decreto sulle banche venete, il cui iter in Parlamento non sarà affatto semplice come hanno fatto già capire i grillini che hanno presentato ben 450 emendamenti sui 700 avanzati dai gruppi. Il governatore pugliese chiede di bloccare il provvedimento perché «tradisce i risparmiatori, abbandonando completamente al loro destino centinaia di migliaia di piccoli azionisti e di obbligazionisti subordinati e comporta per lo Stato un onere spaventoso». Un attacco in primis al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e quindi al governo su un tema sensibilissimo su cui si giocherà, scommettono in molti, gran parte della campagna elettorale per le elezioni politiche. L'altro sfidante di Renzi al congresso, Orlando, «copre» invece il fronte a sinistra. Ma riceve solo picche dai renziani: il referendum tra gli iscritti sull'alleanza con Berlusconi, mette in chiaro Ettore Rosato, «non ci sarà perché il tema non si pone». Il Guardasigilli chiede che il Pd lavori ad una legge maggioritaria, facendo sua la convinzione di Romano Prodi.