Sparano a ex pentito ma feriscono 15enne

NAPOLI Poteva fare la fine di Genny Cesarano - il giovane ucciso la notte del 6 settembre 2015 nel Rione Sanità di Napoli durante una "stesa" di camorra - il quindicenne che nel tardo pomeriggio di ieri, nella zona di Marianella della città partenopea, è stato ferito a un gluteo durante un agguato che aveva come obiettivo un ex collaboratore di giustizia. Il ragazzino stava giocando a pallone con degli amici, in piazza Tafuri, mentre nei paraggi passava, a piedi, l'ex pentito. Alle 19,30 sono entrate in azione due persone con casco in testa, in sella a uno scooter: i killer hanno subito puntato l'uomo e sparato contro di lui un singolo colpo di pistola. Il proiettile, però, ha mancato l'obiettivo e ha colpito il ragazzo.Terrore e paura tra la gente che in quel momento era nella piazza. In molti si sono scappati via di corsa. Il ragazzino non si è accorto subito di essere stato colpito. Poi ha avvertito un bruciore al gluteo, si è accasciato, ha chiesto aiuto ed è stato subito soccorso e trasportato con un'ambulanza del 118 nell'ospedale San Giovanni Bosco della città. L'ex collaboratore di giustizia, un uomo di 41 anni, terrorizzato per quanto era appena accaduto, è fuggito verso la stazione dei carabinieri di Marianella, dove ha chiesto aiuto ai militari. Una volta giunto in ospedale, il ragazzino) è stato subito visitato dai sanitari che gli hanno riscontrato una ferita alla natica destra, per fortuna non grave.In caserma, i carabinieri hanno interrogato l'ex pentito e alcuni testimoni. I militari hanno anche acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per recuperare quante più informazioni possibili e identificare i due sicari. Secondo i primi rilievi, i due avrebbero utilizzato, una pistola semiautomatica. Dopo il fallito attentato si sono dati subito alla fuga e non hanno minimamente accennato a tornare in azione per finire il «lavoro». L'agguato avvenuto oggi poteva avere un esito tragico, così come capitò al povero Gennaro Cesarano, colpito a morte, quella tragica notte di fine estate del 2015, durante una scorribanda armata ordinata dal boss Carlo Lo Russo.