Milano, scontri CasaPound-centri sociali
Scontri in piazza della Scala e in piazza San Fedele in centro a Milano si sono verificati ieri sera tra esponenti di CasaPound e giovani dei centri sociali. L'intervento della polizia in tenuta antisommossa ha impedito che i disordini degenerassero e tutto si è risolto con l'allontanamento dei due gruppi. Le tensioni erano cominciate nel tardo pomeriggio all'interno di Palazzo Marino, sede del Comune, dove i militanti di CasaPound avevano distribuito volantini contro il sindaco Sala, per chiederne le dimissioni in relazione alle indagini su Expo, e sono diventate all'esterno una vera e propria colluttazione con esponenti dei centri sociali, in particolare di "Nessuno è illegale", lì per manifestare a favore dei migranti.MILANO Non erano mai andati d'accordo, si sopportavano. Avevano discusso spesso, a volte anche in maniera violenta, ma il livello dello scontro era sempre rimasto su un piano verbale anche in virtù della gerarchia. È anche per questo motivo che i colleghi non riescono a spiegare cosa abbia spinto l'agente Massimo Schipa a sparare al proprio vicecomandante Massimo Iussa e poi a uccidersi con un colpo alla tempia subito dopo. Erano negli uffici del Comune di San Donato Milanese, paese dell'hinterland in provincia di Milano, in via Cesare Battisti. Pochi minuti dopo le 15 hanno iniziato l'ennesima discussione per i turni di lavoro, gli orari, le mansioni da svolgere. Motivi sicuramente futili ma che evidentemente hanno minato nel profondo la serenità di Schipa, 52enne originario della provincia di Lecce. Stavolta le parole non sono bastate, l'agente ha impugnato la pistola d'ordinanza, ha sparato un colpo al torace del vicecomandante Iussa e poi ha rivolto la pistola contro sé stesso. Due proiettili sono stati sufficienti per uccidere entrambi. Gli spari hanno paralizzato gli uffici del Comune, in pochi minuti i paramedici del 118 hanno raggiunto i feriti ma le loro condizioni erano ormai disperate. Quando l'ambulanza è arrivata al Pronto soccorso del Policlinico erano già morti. «Iussa era un gran lavoratore, una persona molto retta e corretta che non era da attriti», ha ricordato l'ex assessore alle Pari Opportunità della giunta Dompè, Ilaria Amè, tra i primi a riunirsi all'esterno del Comune. Una piccola folla di colleghi dei due e dipendenti comunali si è formata nel piazzale, tutti avevano lo sguardo incredulo. I carabinieri di San Donato hanno ascoltato molti di loro nel tentativo di capire se ci siano altri motivi alla base dell'omicidio-suicidio. Gli investigatori hanno visionato e continueranno a farlo anche nelle prossime ore le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti all'esterno e all'interno dell'edificio dove si è verificata la tragedia. La sede dei vigili urbani di San Donato Milanese, del resto, è protetta anche da un sistema video a circuito chiuso e le immagini potrebbero aiutare gli inquirenti.Nato a Gemona del Friuli ma residente da tempo a Lodi, Iussa era stato da ragazzo segretario del Fronte della gioventù e nel 2007 aveva riportato un grave trauma cranico nel corso di un'aggressione al mercato di via Gramsci dove era intervenuto per sedare una rissa tra automobilisti. «È sempre stato leale - ha detto tra le lacrime Amè, legata da un'amicizia che andava oltre il semplice rapporto di lavoro -. Volevamo farlo comandante, per noi era perfetto».