Ex Fibronit, bando per finire la bonifica
BRONIMentre è in corso il secondo lotto di bonifica dell'ex area Fibronit, si pensa già a quello successivo. La "Broni - Stradella", stazione appaltante, ha emesso un bando di gara per effettuare una serie di campionature del sottosuolo (tecnicamente chiamate indagini di caratterizzazione), utili a verificare l'eventuale presenza di inquinanti e a capire come procedere nella terza fase di bonifica, l'ultima. L'importo complessivo dell'appalto è di 127.435 euro, che saranno finanziati con i vari fondi (12,5 milioni per il secondo lotto e 16 milioni di euro per il terzo), concessi dal Ministero dell'ambiente e da Regione Lombardia. La consegna della documentazione dovrà avvenire entro le ore 10 di giovedì 6 luglio, mentre l'apertura delle offerte si terrà alle ore 11 nella sala riunioni della "Broni - Stradella spa" a Stradella, in via Cavour 28. La ditta incaricata lavorerà assieme all'Arpa Lombardia. In particolare sono previsti: un'indagine geofisica mediante georadar, con lo scopo di ricercare eventuali corpi interrati o rifiuti; perforazione del terreno in diversi punti, a profondità di 8 o 30 metri; otto scavi a trincea con escavatore, che saranno poi richiusi al termine delle operazioni di campionamento; rilievo topografico. La fase successiva sarà l'analisi di tutti i campioni di terreno raccolti, per individuare la presenza di amianto o di altre sostanze inquinanti. «Si tratta di indagini del sottosuolo e delle solette - spiega l'architetto Laura Ghelfi, referente tecnico della "Broni - Stradella" - Tutto è legato al terzo e conclusivo lotto. La procedura è stata fatta con urgenza perché abbiamo bisogno di avere i risultati il prima possibile e si tratta di procedure piuttosto lunghe, visto che la ditta che vincerà l'appalto dovrà lavorare con l'Arpa. Una volta che avremo gli esiti di queste analisi, il Ministero e i vari enti preposti potranno valutare meglio lo scenario del terzo lotto. Occorre sapere se il sotto suolo è contaminato oppure no, eventualmente che tipo di contaminazione è presente. Si tratta di una questione di carattere economico, perché se l'area non è contaminata l'importo concesso dal Ministero per il terzo lotto potrà essere concentrato su un certo tipo di lavori, mentre se ci sono inquinanti ovviamente i soldi andrebbero indirizzati in primis sulla decontaminazione». L'obiettivo, come già evidenziato durante la visita al sito della Commissione bicamerale in marzo e dell'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi in aprile, è quello di ridurre i tempi tra il secondo lotto (che richiederà circa due anni) e il terzo. Franco Scabrosetti