Vanga e zappa, l'integrazione si fa nell'orto
di Anna GhezziwPAVIACinque diciottenni e tre ragazzi di 19, 21 e 27 anni da un mese hanno cominciato a coltivare un orto di 80 metri quadri alla Madonnina, a Montebolone, guidati da Carla Negri dell'azienda agricola La coccinella Oltrepo, pioniera della permacultura a Torrazza Coste. I giovani contadini che ogni mattina prima delle otto pedalano fino alla Madonnina dalla sacra Famiglia e dal seminario vescovile, dove sono ospitati, sono richiedenti protezione internazionale, giovani profughi che aspettano di sapere se la loro richiesta di asilo sarà accettata oppure no. «Il progetto è nato un mese fa - racconta Daniela Scherrer, responsabile dell'accoglienza per la Sacra Famiglia - per cercare di dare un senso ai due anni in cui questi ragazzi aspettano di avere un verdetto sulla loro domanda di accoglienza. Perché non sia un tempo di attesa ma di maturazione e preparazione alla vita che verrà dopo». Così hanno affittato un terreno e hanno contattato Carla Negri, che oltre alla passione per la terra e le tecniche di coltivazione ecologiche, da qualche tempo ha avviato progetti di coltivazione con i ragazzi richiedenti asilo ospiti a Godiasco e Chignolo. «Grazie a lei - prosegue Scherrer - i ragazzi imparano una tecnica innovativa ed ecologica che, speriamo, potrà aiutarli anche a trovare un lavoro, in futuro: alcuni di loro nei paesi di provenienza lavoravano la terra». I diciottenni Abdul e Kofi, arrivano dal Ghana, Osaq, Osayande e Happy sono originari della Nigeria. Amechi, 19 anni, è nigeriano e Diouf, 27 anni, senegalese. Sono arrivati in Italia da qualche mese, alcuni hanno finito la scuola serale, altri sono appena arrivati, tutti studiano l'italiano. Dopo lo sconcerto iniziale degli ortolani della Madonnina, che li hanno visti arrivare, è subentrata la curiosità quando li hanno visti ricoprire il terreno con la paglia e innestare le piantine. Efesteggiare i primi frutti della loro fatica: stanno infatti cominciando ad arrivare pomodori e peperoni, zucchine e altro. «Poi speriamo di riuscire a vendere qualcosa - spiegano i referenti del progetto -. ma la cosa più importante è che i ragazzi stanno imparando con la titolare della Coccinella molte cose nuove che potranno servire loro anche lavorativamente». Da una settimana si è unito al progetto anche Friday, 21 anni, arrivato con un barcone dalla Nigeria lunedì, sbarcato a Lampedusa e martedì sera arrivato a Pavia. Senza nulla, a piedi nudi. In Nigeria secondo l'Unicef le violenze di Boko Haram continuano a causare sfollamenti della popolazione di massa, limitano le attività economiche e restringono i normali mezzi di sostentamento. Circa 5,2 milioni di persone sono ancora esposte a un rischio grave di insicurezza alimentare e 450.000 bambini sono a rischio di malnutrizione acuta grave.