«Così ho imparato il coraggio per affrontare anche le difficoltà»
Quando l'insegnante annunciò in classe che avremmo dovuto imparare a memoria il proemio dell'Iliade, mi sconfortò il pensiero di dover trascorrere ore sul libro di epica nel tentativo di prendere un bel voto. Quando aggiunse che avremmo recitato il proemio nelle piazze della città, tutto cambiò. "Saremo attori" pensai. Quel pomeriggio le parole di Omero non mi sembravano più lontane e astratte e, camminando avanti e indietro per il corridoio di casa, mentre le declamavo, mi immedesimai nel poeta e nella mia mente iniziarono a galoppare immagini di battaglie e di eroi. Finalmente arrivò il giorno della tanto attesa messa in scena. Sulla gradinata della chiesa, emozionato e titubante, evocai insieme ai miei compagni i primi versi del poema epico rivolgendo, di tanto in tanto, lo sguardo verso il gruppo di genitori e insegnanti che ci incoraggiavano. Mi sentii sempre meno in imbarazzo e sempre più dentro il personaggio. Recitare in Piazza Duomo fu ancora più semplice: ero sicuro di me, come lo erano stati i valorosi guerrieri troiani e achei che tante prove avevano dovuto superare. Nel cortile dell'università anch'io vinsi quel giorno una sfida: aver messo da parte la timidezza e la paura di sbagliare per esprimermi davanti a professori, a genitori, a persone note e sconosciute. Anch'io ero stato coraggioso. Capii che essere coraggioso non significa non avere paura, ma saper affrontare ogni situazione, anche se difficile, per poi trarne insegnamento. Questa esperienza mi ha arricchito molto e mi ha fatto venire una gran voglia di fare l'attore. Federico Biondi, 1ª D scuola S. Boezio, Pavia