Caja: «Zandalasini? Fa la differenza»

BRONI Era un'attesa protagonista dell'europeo e sta rispettando il suo ruolo: Cecilia Zandalasini sta trascinando le azzurre in questa prima parte del torneo continentale. Ieri ha segnato 17 punti e 9 rimbalzi hanno dato il contributo decisivo per battere l'Ungheria 49-48 e approdare ai quarti (domani contro il Belgio).Nelle prime tre partite aveva messo a segno 56 punti (media 18.7 a partita), quinta nella classifica marcatrici. Ieri sera l'Italia è stata impegnata nello spareggio per l'accesso ai quarti contro l'Ungheria. Abbiamo chiesto cosa ne pensa ad Attilio Caja, coach della Pallacanestro Varese, profondo conoscitore del basket della nostra provincia. Caja, sta seguendo le partite dell'europeo femminile?«Lo sto seguendo insieme con la finale dei play off di serie A2 tra Virtus Bologna e Alma Trieste. Ho visto sostanzialmente metà partita contro la Turchia e con la Slovacchia l'altra sera».Cosa ne pensa di Zandalasini?«E' facile pensarne molto bene. Anche l'altra sera ho visto la facilità e la personalità con cui fa canestro e con la quale gioca i palloni importanti. La dimestichezza con la palla in mano e le qualità fisiche ne fanno una giocatrice di altissimo livello, non solo italiano ma anche molto interessante a livello europeo. Si vede che ha qualità e temperamento, quando vuole segnare fa canestro. In un momento di difficoltà, con un parziale aperto per le slovacche, che avevano accorciato a meno 5, Zandalasini ha segnato due canestri di grande importanza e di pregevole fattura. Questo significa avere talento».L'Italia femminile negli ultimi anni ha avuto qualche difficoltà. Sta cambiando qualcosa e quanto può incidere Zandalasini?«Può fare la differenza. Poi ritengo azzeccata la mossa della Federazione di mettere un allenatore, Andrea Capobianco, che arrivava dal maschile e ha grande esperienza. Non dimentichiamo che l'altro risultato di grande importanza, il secondo posto dell'europeo (1995, ndr), fu raggiunto con Riccardo Sales, un grande maestro del basket che diede un grande impulso. Questo senza nulla togliere ai coach delle donne, ma chi viene da fuori porta una ventata di novità, perché non è contagiato dai sentito dire. Le ragazze, me lo diceva lo stesso coach Cico Sacchi, hanno una dedizione totale».Cosa dice del basket pavese?«Broni è un'eccellenza. Fare la A1 è difficile. L'ha conquistata anno dopo anno, con una tradizione, una brace sempre accesa sotto. Confermarsi il primo anno non è semplice, perché si passa da vincere quasi sempre a perdere quasi sempre. Essere riusciti a fare questo fa vedere il futuro con fiducia. Anche coach Sacchi ora ha i giusti parametri, per far crescere lui e la squadra».Caja, cosa sta facendo e che prospettive ha?«Sono stato confermato a Varese e stiamo lavorando. Io sono arrivato con la squadra penultima in classifica, poi abbiamo vinto otto delle ultime undici partite, finendo in un modo molto importante. La serie A è una realtà dove fare coincidere bilancio e risultato non sempre è possibile. Dobbiamo ringraziare le aziende che danno il loro contributo: io e il manager dobbiamo ottimizzare questo. Faremo una squadra per cercare di soffrire il meno possibile». Franco Scabrosetti