Chiesa in campo per lo ius soli
di Maria BerlinguerwROMAAlla vigilia della ripresa dell'esame in Senato della legge sullo ius soli il variegato fronte del no che va dalla Lega ai Cinquestelle promette battaglia. Ma la Chiesa torna a far sentire la propria voce. E lo fa al massimo livello, con il sostituto della Segreteria di Stato. «Il Vaticano non si è ancora espresso sul tema dello ius soli e rispettiamo le decisioni del governo italiano, ma come diceva il segretario della Cei, monsignor Galantino, come Chiesa noi siamo vicini a chi è nella necessità, nella debolezza e a chi ha bisogno di essere protetto», ricorda monsignor Angelo Becciu.Dopo le dure parole di Nunzio Galantini che aveva definito «una ignobile gazzarra» l'assalto leghista ai banchi del governo, condannando anche l'inversione a U imposta da Grillo al M5S sulla legge dovuta «a calcoli elettorali», è chiaro dunque che il Vaticano ha una posizione molto netta favorevole alla legge sulla cittadinanza italiana per i bambini nati e cresciuti in Italia. Oltre Tevere nessuno ha intenzione di raccogliere l'intimazione della Lega che per bocca di Roberto Calderoli aveva invitato la Chiesa a pensare «ai poveri ai disoccupati italiani». I bambini e ragazzi nati in Italia e quelli che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola «hanno il diritto di sentirsi cittadini italiani», spiega mons. Guerino Di Tora presidente della fondazione Migrantes. «Purtroppo la discussione è stata estremizzata: siamo vicino al ballottaggio politico, quindi questa realtà assume una valenza politica sia per i partiti di sinistra sia per quelli di destra». Prova a volare alto Emma Bonino che non solo ricorda che l'Italia è uno dei pochi paesi al europei ad avere ancora lo ius sanguinis, ma chiede di riformare la legge Bossi Fini, legge nata nel duemila, inadeguata rispetto ai flussi migratori di oggi. Ma il clima politico resta infuocato. Fratelli d'Italia annuncia per oggi una manifestazione sotto il Senato. «L'Italia non sia la sala parto dell'Africa», attacca Ignazio La Russa. E anche in Forza Italia è lo stesso Silvio Berlusconi a confermare il no. «Prima di parlare di ius soli occorrerebbe gestire con ordine un fenomeno migratorio che ci sta travolgendo», dice l'ex premier. «Diventare italiani non può essere un riconoscimento automatico, non basta essere nati qui», aggiunge Berlusconi. La Lega annuncia anche per oggi barricate in aula contro la legge. E con Matteo Salvini già si preparano al referendum. «Regalare la cittadinanza è una follia, i vescovi non la pensano come noi? C'è vescovo e vescovo...», taglia corto Salvini.Quanto al M5S non c'è nessun ripensamento. «Non ci sto in una campagna per le amministrative a discutere di una legge su cui Salvini già parla di referendum», avverte Luigi Di Maio, assicurando che il M5S non farà mai alleanze con la Lega. Il governo sta pensando a porre la fiducia sulla legge. E nella maggioranza l'unica buona notizia è che Alfano, che aveva espresso dubbi sui tempi, la voterà. ©RIPRODUZIONE RISERVATA