Ex amministratori all'attacco «Invitati, non cospiratori»
CASTEGGIOE' bastata la loro presenza all'inaugurazione del nuovo club di Forza Italia a Casteggio da parte di Salvatore Seggio lo scorso giovedì sera per scatenare illazioni e calcoli politici. Ma l'ex sindaco Michele Manfra e gli ex assessori Giorgio Allegrini e Marco Bottazzi si affrettano a negare l'intenzione di tornare in campo contro il "nemico comune" Lorenzo Callegari: «I toni polemici del sindaco Callegari e del suo vice Lorenzo Vigo appaiono alquanto fuori luogo. Eravamo presenti all'inaugurazione semplicemente perchè abbiamo risposto per educazione a un invito. -spiegano Manfra, Allegrini e Bottazzi- Non siamo iscritti al club casteggiano di Forza Italia e non abbiamo velleità politiche, ma solo il legittimo diritto di aver cura della città in cui viviamo e, di conseguenza, decidere di supportare l'eventuale rappresentante che riteniamo più meritevole». I tre non ritengono opportuni nemmeno i richiami alla loro passata attività amministrativa: «Per nascondere innegabili e palesi carenze, qualcuno insiste nell'attaccare gratuitamente chi da oltre otto anni non incide nella gestione cittadina e tira fuori dal cassetto un passato ormai sepolto, dimenticando che Casteggio ha problemi ben più attuali; per quanto riguarda il riferimento alla paventata centrale a olio che sarebbe potuta arrivare a Casteggio ricordiamo che una centrale elettrica privata esiste da anni, fatto probabilmente sconosciuto ai più, ma di cui il sindaco è perfettamente a conoscenza». «Per concludere -la stoccata finale dei tre ex amministratori- invitiamo la maggioranza ad impegnare il proprio tempo per il bene di Casteggio, anziché sentirsi offesa se qualcuno ne disapprova le scelte ribadendo che non sarà certo l'arroganza a determinare le decisioni dei cittadini che, ci auguriamo, siano ancora nella possibilità di recarsi dove meglio credono e di assumere posizioni in autonomia senza padri o padroni che ne condizionino i comportamenti ed i pensieri visto che già, purtroppo, ne decidono le sorti». Alessio Alfretti