Siccità e nubifragi il Ticino è sotto stress rischia San Lanfranco

PAVIA «Le sponde del Ticino sono in pericolo nei periodi di magra e la mancanza di acqua danneggia gli ecosistemi. A differenza di quello che si possa pensare, non sono le piene del fiume a creare i problemi più grandi, ma le secche. Esempio eclatante è il caso del quartiere di San Lanfranco, con annessa basilica. Si trova sulla sponda sinistra del Ticino e, se è vero che una decina d'anni fa la sponda è stata sistemata e protetta dalle inondazioni, è altrettanto vero che in questi giorni può rischiare un ritorno di instabilità al primo accenno di forte vento e nubifragi». Ha detto così l'ingegnere idraulico Antonio Arena, dell'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), ieri al convegno organizzato dal Centro italiano per la riqualificazione fluviale che s'è tenuto al Broletto, dal titolo "Il valore dello spazio fluviale". «Non voglio fare allarmismi - ha continuato - l'intervento che abbiamo fatto anni addietro è ancora perfettamente funzionale e non ha creato problemi. Tuttavia, la siccità compromette, secca e stressa il corso d'acqua e la pioggia improvvisa ha una capacità erosiva non di poco conto». Siccome sanno che la zona di San Lanfranco è delicata (in passato spesso allagata, a causa della rottura degli argini) e preziosa culturalmente (l'abbazia risale all'XI secolo), i tecnici di Aipo la tengono così sempre sotto controllo, pronti a rinforzare le sponde se necessario. Allo stesso tempo, il direttore del Parco Lombardo del Ticino, Claudio Peja, ha messo in guardia gli aspiranti bagnanti pavesi: «Tutti sanno che le acque del Ticino non sono balneabili - ha esordito - ma ogni anno, con l'afa e il sole cocente, c'è sempre qualche coraggioso che tenta di immergersi nel fiume. Attenzione, perché, se c'è poca acqua, questa è più inquinata, non essendoci ricambi negli scarichi. Sconsiglio dunque fortemente di fare il bagno a Ticino, e pure a Po: la qualità dell'acqua è molto bassa». Peja e Arena hanno entrambi insistito sull'importanza di tenere d'occhio i fiumi nei lunghi periodi di siccità. Lo stesso il sindaco di Pavia Massimo Depaoli. «Dobbiamo investire sulla difesa del capitale naturale della nostra città - ha chiarito - Il tema è fondamentale, oggi più che mai, soprattutto a causa dell'innalzamento del clima. Io ritengo che, a discapito dei guai e dei pericoli che possono capitare, l'esempio della gestione che abbiamo fatto del nostro fiume sia bellissimo. Il Ticino non ha un'esigenza impellente di riqualificazione fluviale in quanto mantiene la sua naturalità, le sue geometrie e le sue anse. Proseguiamo a mantenere con intelligenza il suo assetto ecologico». Gaia Curci