I detriti del Terzo valico Due Comuni in trincea
CASTELLETTOI materiali provenienti dal cantiere del Terzo valico potrebbero arrivare a Castelletto di Branduzzo, per il riempimento di una ex cava? L'ipotesi che l'area lungo la Bressana-Salice al confine tra Castelletto e Lungavilla possa essere oggetto di un intervento di riempimento circola da tempo e sta già mettendo in allarme i sindaci della zona. Una voce accompagnata dall'ipotesi che si possano usare rocce provenienti dagli scavi lungo i Giovi e che alcune di queste contengano amianto (presente naturalmente nel materiale roccioso). Lo stesso sospetto che era stato sollevato anche per il riempimento in atto all'ex cava di Cascina Parlotta, a Casei Gerola. «Per adesso si tratta solo di voci -spiega il sindaco di Castelletto di Branduzzo, Antonio Lo Verso- perchè per quanto ci riguarda nulla vi è di concreto. Certo, ho saputo che potrebbe esserci un interessamento da parte della proprietà dell'area a un eventuale riempimento, ma non ci sono richieste ufficiali sul tavolo del Comune; ho anche sentito voci che parlano della eventuale collocazione del materiale scavato al cantiere del Terzo valico, ma anche sotto questo aspetto non sono in grado di dare informazioni ufficiali, perchè nemmeno io ne ho. Comunque ogni decisione deve passare dal Comune: per ora non ho elementi per dare una opinione, né contro né a favore». Ma subito la stoccata preventiva: «Certo nell'ipotesi per ora non confermata che si prospettasse l'arrivo di materiale roccioso contenente amianto, allora sarei il primo a mettermi in allarme. Dopo aver praticamente chiuso il caso Ecogomma, non vorrei trovarmi con un altro problema ambientale». Andrea Daprati, sindaco del vicino comune di Lungavilla, è invece già all'erta: «Anzitutto mi dispiace che per l'ennesima volta Lungavilla rischi di essere toccata da un problema che arriva al suo confine, ma poiché territorialmente non competente, è tagliata fuori dalle discussioni in merito. Se partisse questa operazione, le conseguenze ci toccherebbero eccome. Gradirei quindi che in occasione della conferenza dei servizi o di altre riunioni, anche il nostro Comune fosse chiamato a dire la sua: non voglio mettere in discussione la buona fede, ma solo esserci per dare la mia opinione. Non dimentichiamo che i riempimenti sono sempre operazioni delicate, da controllare bene. Inoltre, nel sito in questione c'è anche una villa storica romana risalente al I secolo d.C.: da quel che mi risulta la costruzione verrebbe coperta di uno strato di sabbia e poi sepolta dal materiale conferito. Un vero peccato per il valore storico e culturale». Dalla Provincia di Pavia l'assessore Emiliano Scolé precisa che il sito è ormai stato stralciato dal piano cave: «In provincia non abbiamo alcuna pratica istruttoria, anche perchè si tratta di un ambito fuori dal piano cave e dal piano rifiuti. Quindi se mai si dovesse realizzare qualcosa in questa area, la competenza sarebbe del comune di Castelletto di Branduzzo, cui spetterebbe la decisione finale in merito. Posso solo aggiungere, a margine della questione, che più in generale io vedrei bene un ragionamento complessivo sul territorio, per valutare un recupero che non deve passare necessariamente da un riempimento». Alessio Alfretti