Dirigenti troppo bravi, indagine sui premi

di Stefania PratowPAVIAObiettivi raggiunti al 100%. E 18 dirigenti di Piazza Italia nel 2012 incassano premi per 272mila euro lordi. Un risultato che non ha convinto la procura della Corte dei Conti che sta indagando sulla vicenda segnalata nel 2013 dagli ispettori del Mef, il ministero dell'economia e delle finanze. Ispettori che, durante controlli di routine sui conti dell'ente provinciale, avevano considerato anomalo il fatto che tutti avessero raggiunto il valore massimo previsto nella scala degli obiettivi, per la parte che riguarda l'aspetto del "comportamento", dalla disponibilità alla presenza fino alla capacità di lavorare in team.Le contestazioni della procura della Corte dei Conti riguardano proprio le modalità di valutazione, probabilmente a maglie troppo larghe, ravvisando un eventuale danno erariale che, se verrà accertato, obbligherà alla restituzione della quota eccedente. «Si tratta di un'analisi svolta dal nucleo di valutazione - spiega Daniele Bosone, all'epoca dei fatti presidente della Provincia -. La parte politica è l'ultimo anello della catena e spiace che venga coinvolta. Di certo la struttura di valutazione aveva avuto delle difficoltà nel redigere le schede sulle performance dei dipendenti e, in ogni caso, aveva ritenuto di applicare la normativa in modo corretto».La Corte dei Conti ha notificato l'atto anche ad Antonio Sacchi, allora coordinatore organizzativo dei dirigenti, e a Federica Annovazzi, responsabile del settore economico e finanziario di Piazza Italia. Oltre che a tutti gli altri dirigenti. Che allora erano 18 e che ora sono rimasti in 3. E che hanno uno stipendio costituito da una parte fissa, lo stipendio tabellare di base, uguale per tutti, e da una parte variabile che comprende varie voci: la retribuzione di posizione, che è la quota collegata alla rilevanza della specifica posizione ricoperta, e la retribuzione di risultato, calcolata in base alle "performance" del dirigente e al fatto che abbia o meno raggiunto gli obbiettivi fissati ad inizio anno. E proprio l'indennità di risultato è il frutto di un'analisi del nucleo di valutazione che, seguendo criteri obiettivi, ha il compito di compilare schede che tengono conto di parametri precisi. Ipoteticamente, è possibile attribuire un punteggio fino a 100. La Corte dei Conti, la cui indagine è nella fase finale, nei giorni scorsi ha chiesto all'allora presidente Bosone e ai dirigenti, molti dei quali ora in pensione, di presentare le deduzioni. «Tutti insieme stiamo predisponendo la memoria difensiva. Non va dimenticato che si tratta di una questione puramente contabile».