«Pagato il prezzo di un'illusione»

VIGEVANO «La nostra posizione rimane la stessa da due anni a questa parte, ad oggi le Città metropolitane non sono ancora partite come entità reali ed i benefici non si sono ancora visti»: attacca Luigi Grechi, presidente di Confartigianato. «Il pensiero di vedere Vigevano passare con Milano senza l'area lomellina non ci vedeva concordi. Ora, però, penso che il percorso da fare sia quello che non precluda lo sviluppo di Vigevano in ottica metropolitana, al di là dell'aspetto istituzione. Dobbiamo tessere rapporti stretti con la Città metropolitana per sviluppare le infrastrutture, raddoppiare la ferrovia e cambiare il Pgt prendendo in considerazione anche i Comuni che sono al di là del ponte. L'unica critica che posso fare è che, forse, la città si era illusa di poter cambiare provincia semplicemente con una delibera di consiglio comunale. Qui Il dibattito politico è sempre incentrato sul proprio ombelico». «Il problema è che non c'è ancora una vera e propria riforma degli enti locali, e senza quella non si può nemmeno pensare a Città metropolitana - commenta Alberto Cazzani, ex presidente di Confindustria -. Confindustria da anni dice che la Vigevano-Malpensa va assolutamente fatta, come il raddoppio della ferrovia Milano-Mortara, ma anche il Governo deve decidere il futuro degli enti locali».«Preferisco non essere la cenerentola di Città metropolitana, ma essere parte attiva in una provincia anche piccola come Pavia - conclude Alberto Righini, presidente del comitato Intercategoriale - La legge Delrio non è stata attuata e la provincia di Pavia rimane ancora in essere. Vigevano poi è la seconda città della provincia, abbiamo tutte le competenze che gravitavano intorno alla provincia. Il comitato intercategoriale si batte per le infrastrutture, tra cui anche la Broni Mortara. Io non vorrei che la nostra città andasse a Milano, vorrei che Vigevano diventasse attrattiva per industrie, imprese, residenze». (s.bo.)