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ASSALTO ALLA SCUOLAPensando al Cardanonon generalizzaten Sono un ex studente e rappresentante degli studenti dell'Itis Cardano, diplomato nel 2015. Quello di ieri (mercoledì 7 giugno, giorno dell'assalto al Copernico ndr), non è l'Itis che conosco. L'Itis che conosco è fatto di studenti e studentesse che vogliono studiare, crescere e ovviamente divertirsi come tutti i ragazzi dovrebbero. Una comunità variopinta, che si sostiene ed è molto unita. Un istituto molto grande, di 1800 alunni, frequentato anche da alcune persone responsabili dei fatti di ieri. Voglio porgere un appello a tutti i lettori: non generalizzate! Perché per ognuno di quei violenti, vi sono al Cardano 9 ragazzi che si impegnano ogni giorno, che studiano duramente per prepararsi a diventare adulti. Gli studenti volenterosi di imparare sono davvero tanti, e tante sono le eccellenze che la scuola forma. In nome di tutti quei ragazzi innocenti anzi, vittime, vi chiedo di non fare di tutta l'erba un fascio. Stigmatizzare un'intera scuola o fascia di popolazione, ci riempie di pericolosi pregiudizi, da cui dobbiamo stare lontani. Spero che i responsabili di quanto accaduto si pentano di quanto hanno fatto e vengano perseguiti a norma di legge. Edoardo Pregnolato ASSALTO ALLA SCUOLA/ 2Non sono studentiperche non amanon Non chiamamoli "studenti"."Studiare" viene dal latino "studeo" che significa amo, desidero, sono appassionato.Tantissimi studenti quella mattina erano a scuola. Proprio all'itis, assurto al disonore delle cronache. Io con i miei studenti dell'Itis Cardano sono stata in classe, due si sono perfino fatti interrogare nel disperato tentativo di evitare il debito di storia. E poi le lacrime, gli abbracci, le risate. Gli "studenti", quelli veri.Poi ci sono questi del filmato. Una minoranza pericolosa, Una feccia violenta. Che fa del male a un collega del Copernico che conosco e stimo da tempo. Una feccia che va identificata e punita.Ma non chiamamoli "studenti".Così come non chiamiamo "tifosi" quei che vanno allo stadio solo per picchiarsi e a cui della partita e del bel gioco non interessa assolutamente nulla.Noi che amiamo la scuola, e la viviamo banco per banco, sudore per sudore, storia per storia, campanella per campanella, siamo la maggioranza. Dobbiamo continuare a essere la maggioranza. Magari scalcinata, affaticata, divisa, Ma dentro fino in fondo a un progetto di vita. Noi, studenti e insegnanti, in ogni scuola. Anche all'Itis Cardano.Gabriella Gabuttiinsegnante Itis Cardano, PaviaMORTARALocandina superficiale sulla polizia localen Scrivo questa mail non tanto per tutelare la posizione di un mio agente di polizia locale condannato in primo grado dal Tribunale di Pavia, quanto piuttosto per difendere l'immagine del corpo di polizia locale di Mortara, lesa dalle locandine dell'edizione di martedì 6 .Il testo della locandina: Vigile condannato per aver falsificato un verbale, riassume in modo improprio e superficiale la vicenda.Leggendo l'articolo sul giornale invece si comprende molto bene che il reato contestato risulta essere quello di falso ideologico relativo alle dichiarazioni rese a verbale dal medesimo agente nelle circostanze delle presunte minacce subite al momento della legittima contestazione di una violazione al Codice della strada.Mi sembra facile comprendere che discutere su presunte o subite minacce risulta alquanto diverso dall'aver invece falsificato un verbale al codice della strada.Per quanto una rettifica possa apparire doverosa non potrà mai cancellare i sentimenti negativi nei confronti del personale di polizia locale. Ormai non mi stupisco più della facilità del bersaglio che rappresentiamo non solo per i cittadini ma anche per gli organi di stampa.Davide Curticomandante polizia locale, MortaraPAVIAGrazie ai vigiliper la sensibilitànVenerdi 9 giugno, primo giorno di vacanze scolastiche, parcheggio l'auto in piazza Castello e lascio alla mia nipotina di 10 anni il compito di acquistare dal parchimetro il tagliando che poi pone all'interno dell'auto. Dopo due ore torniamo e troviamo verbale e multa per mancato pagamento... controlliamo e capisco il tagliando era appoggiato all'incontrario con gli orari non visibili.Che fare? Visto che avevo pagato e anche per rincuorare la nipotina che si sentiva colpevole decido di rivolgermi al comando vigili spiegando l'accaduto. In meno di 5 minuti gli addetti mi annullano la multa tranquillizzando mia nipote e... il sottoscritto. Un grazie per la sensibilità e professionalità dimostrata.Gianfranco BagarottiPavia