IL NOSTRO CALCIO E LA TENDENZA ALL'ESALTAZIONE
Vincere fa sempre bene, anche in una sfida amichevole e sia pur cominciata con un autogol da antologia dell'orrore. Fa bene purché si sappia far tesoro di tutto ciò che il risultato da solo non riesce a dire. Di buono ci racconta che è comunque un "di più" rispetto allo standard delle partite senza niente in palio che è di quattro sconfitte e quattro pari nelle ultime dodici partite dal 2015 a oggi. Il risultato aiuta, infonde coraggio, perché all'orizzonte non c'è tanto la partita di qualificazione di domenica al Friuli di Udine contro la cenerentola Liechtenstein: zero punti, un gol fatto, 19 subiti. Il vero orizzonte è la sfida del 2 settembre a Madrid con la Spagna, di fatto spareggio per la qualificazione diretta al Mondiale. E credo sia chiaro a tutti che le risposte arrivate dal campo non bastano, anche perché è difficile ipotizzare l'azzardo di un 4-2-4 contro una corazzata come quella iberica. C'è tempo per pensarci, certo, ma ci sarà da tenere d'occhio anche l'italica abitudine a esaltarsi con successi mal radicati nella realtà che molto presto potrebbero indurre a pensare che "va bene così". Ad esempio, con l'Under 20 che domani si gioca l'accesso alla finale del Mondiale, ora in tanti sono pronti a dire che "siamo noi il grande calcio". E la stessa cosa varrà per l'imminente Europeo Under 21. Pazienza se non lo vinciamo dal 2004, il carro del trionfo è pronto a ospitare chi i problemi li ha riposti da tempo sotto il tappeto. Il livello della Serie A è imbarazzante, da sei anni una squadra domina e sei o sette farebbero fatica in B: in Europa ci rappresenta degnamente solo la Juve (quella dei voli pindarici della critica asservita al tifo da bar), il resto è un pianto.È dunque il contesto che preoccupa, poi magari se anche in Spagna dovesse andar male uno spareggio fortunato potrebbe portarci in Russia a giocare un Mondiale che nelle ultime due edizioni (2010 e 2014) ci ha visti sparire all'alba del torneo. Insomma, se anche qualche cotillon dovesse illuminare l'estate, occhio a non perdere di vista il contesto. Sì, è vero: non è il migliore che si possa desiderare. Ma quello è.©RIPRODUZIONE RISERVATA