Bullismo al Maserati, indagine interna

di Roberto LodigianiwVOGHERAIndagine interna al Maseratidopo l'episodio di bullismo di cui è stato vittima uno studente 14enne, bersaglio di scherzi pesanti da parte di quattro compagni di classe e colpito con un pugno che gli ha provocato la rottura del setto nasale. Il preside Filippo Dezza dovrà stendere un rapporto sull'accaduto ai carabinieri, accorsi all'istituto superiore di via Mussini dopo l'aggressione e proprio per questo sta raccogliendo le testimonianze del personale scolastico e dei ragazzi a conoscenza dei fatti e che possono fornire elementi utili. Una relazione che servirà all'Arma per farsi un quadro chiaro della situazione, anche alla luce della denuncia preannunciata dalla madre del 14enne. «In un decennio al Maserati - spiega Dezza - non ho mai dovuto gestire un episodio di questa gravità. La questione verrà affrontata dal consiglio d'istituto la prossima settimana, ma non posso che ribadire che verrà adottata la linea dura. Certe cose, ovviamente, non sono tollerabili». Il 15enne che ha sferrato il pugno rischia quantomeno il 5 in condotta e la conseguente bocciatura, gli altri tre "bulli" sanzioni meno severe ma che incideranno comunque sul loro futuro curriculum scolastico.Ecco, comunque, le reazioni negli altri istituti cittadini. «Al liceo Galilei - dice la preside Daniela Lazzaroni - non è mai successo nulla del genere, ma l'attenzione deve essere alta da parte di tutte le componenti: la scuola, la famiglia e i centri di aggregazione che fanno formazione. Io non ho visto episodi di questa gravità, da noi noto comportamenti in linea con le nostre richieste. Tutt'al più può accadere che ragazzi di altre scuole, l'ultimo giorno di lezione, attendano all'uscita i nostri studenti per fare qualche "gavettone". Ma oltre non si è mai andati». Beatrice Tornari, preside dell'istituto professionale Calvi-Maragliano, esprime così la sua opinione: «Penso che il collega Dezza abbia l'esperienza necessaria per gestire al meglio la situazione. Conosco bene i docenti del Maserati, perché ho insegnato lì. Purtroppo sappiamo che in questa fascia di età si manifestano certi comportamenti, molti ragazzi non sono consci delle loro azioni. Compito di scuola e genitori è far loro prendere contatto con la realtà. C'è chi matura prima e chi dopo. Non si può fare una casistica generale, ma valutare singolarmente condizioni e problematiche. Episodi di bullismo intesi con il gruppo che si scaglia contro un singolo soggetto non mi sono mai capitati sia come preside che da docente. A volte è capitato che i ragazzi assumano atteggiamenti strani, io ho reagito a volte in maniera dura, altre parlando e cercando di far capire. La soluzione più efficace dipende dalla sensibilità dell'insegnante. Ai ragazzi bisogna dare tempo per maturare, ma bisogna anche difendere i più deboli». (ha collab. Marco Quaglini)