Requiem di Mozart Duecento musicisti e cantanti in Duomo

PAVIA«Aspettatevi un colossal, uno spettacolo di forte impatto visivo, sonoro, fonico ed emozionale. Rimarrete senza fiato, lo assicuro». Mauro Ivano Benaglia si rivolge direttamente al pubblico per presentare il grande concerto che andrà a dirigere domani sera in Duomo a Pavia. Più di duecento individui sul palco, tra musicisti e coristi: un'orchestra e cinque corali, che, a partire dalle 21, eseguiranno la partitura del Requiem di Mozart, coinvolgente e solenne, purtroppo rimasta incompiuta per la morte improvvisa dell'autore avvenuta nel 1791. I protagonisti di questa esibizione saranno l'orchestra e il coro da camera dell'Accademia concertante d'archi di Milano, con i solisti Silvia Mapelli (soprano), Erika Cinti (contralto), Mario Carrara (tenore), Alberto Rota (basso). Verranno accompagnati dal coro Vallongina diretto da don Roberto Scotti, la Schola Cantorum Ars Nova diretta da Franco Pasquali, la corale polifonica San Leonardo Murialdo diretta da Adriano Bianchi e Fabio Mancini, e dalla corale dei Santissimi Lorenzo e Sebastiano diretta da Giuseppe Bollati. «È da 26 anni che porto in giro per le cattedrali più belle d'Italia questo spettacolo - spiega Benaglia - La sera di Pavia è precisamente la 72esima che dirigo e ogni volta è come se fosse la prima. Dirigendo, cerco di fare in modo che sia impossibile stufarsi e rinnovo l'interpretazione per stupire. Domani, ad esempio, sono sicuro che adorerò la sfida di proporre proprio un brano complesso e misterioso come il Requiem mozartiano sotto la cupola alta e ampia del Duomo pavese. Non sarà facile in quanto l'acustica rischierà di perdersi, ma con un corpo di artisti così folto non temo nulla: riempiremo tutti gli spazi». Il Requiem sarà introdotto da un breve e intenso assolo di violino a cura del giovanissimo Lorenzo Meraviglia. Il ventenne eseguirà uno spartito di Bach servendosi del prezioso Omobono Stradivari del 1730. «La platea sarà rapita dalla magia dello strumento tale - commenta il direttore - si meraviglierà del fatto che un oggetto che pesa solo 400 grammi possa farsi sentire per ogni angolo della chiesa. Lo Stradivari servirà per creare l'atmosfera di elevazione spirituale adeguata e per prepararsi al Requiem».Tra gli 80 elementi dell'Accademia concertante d'archi di Milano, Benaglia dice, inoltre, che ci sono 8 promettenti studenti del conservatorio Vittadini di Pavia. Suonano violino, viola, contrabbasso e violoncello e sono Alberto Simoni, Gianmarco Andreoli, Laura Ornaghi, Adriano Cancro, Gabriele Montanari, Paolo Cocchini e Alessandro Gariboldi; mentre Boris Denti si occupa del timpano. «Hanno di recente rinfoltito le nostre fila quando ne abbiamo avuto bisogno - conclude il maestro - alla fine ciascuno verrà presentato. Noi, intanto, inizieremo la serata narrando la storia dello spartito che eseguiremo. Il Requiem, infatti, è un pezzo suggestivo, sul quale si sono create molte leggende, perché è stato composto appena prima del decesso di Mozart». (g. cur.) Nella foto l'orchestra e il coro dell'Accademia concertante d'archi di Milano