notte di paura a sannazzaro
COZZO Una consultazione pubblica per sensibilizzare la Commissione europea sui rischi legati alle massicce importazioni di riso asiatico in Italia e in Europa. L'obiettivo è chiedere la clausola di salvaguardia per porre un freno all'import di riso Indica a dazio zero dal Sudest asiatico. L'iniziativa è rilanciata da Confagricoltura Pavia, che ha scritto agli associati per illustrare lo Schema delle preferenze generalizzate, il regime di concessioni commerciali dell'Unione europea che include l'iniziativa "Tutto tranne le armi" (Eba) con cui si permette l'accesso senza tariffe doganali a tutti i prodotti tranne le armi dai Paesi meno avanzati (Pma), fra cui la Cambogia, il Vietnam e la Birmania. «Pur trattandosi di norme valide per tutti i comparti - spiega Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia - l'invio alla Commissione del maggior numero possibile di questionari relativi al riso potrebbe essere di supporto alle richieste che le organizzazioni, gli enti e le istituzioni italiani stanno facendo alla Ue. Sulla base di una traccia elaborata da Ente nazionale risi abbiamo predisposto una bozza di questionario nella versione inglese con le risposte che potrebbero sostenere le istanze degli agricoltori italiani». L'indagine della Commissione europea si concluderà venerdì 9 giugno. Per accedere alla consultazione pubblica bisogna entrare nel sito www.gspevaluation.com. Da tempo Confagricoltura Pavia chiede l'applicazione della clausola di salvaguardia per difendere il riso italiano. (u.d.a.) SANNAZZARO Era l'una e trenta della notte tra lunedì e ieri quando un botto ha destato dal sonno gli abitati di Sannazzaro, Ferrera e Scaldasole; poi un poderoso rumore simile a quello di un aereo che scalda i motori poco prima del decollo, un sibilo continuo ed assordante che è durato oltre mezz'ora per poi affievolirsi con gradualità sino a spegnersi del tutto solo dopo le due di notte. Molti sannazzaresi, svegliati dal botto e dal fischio continuo, sono usciti di casa allarmati e si sono ritrovati in strada con lo sguardo verso il colosso petrolifero. Nuovo incidente alla raffineria Eni, dopo i due incendi di dicembre all'impianto Eni Est e di febbraio all'isola-7: questa volta non ci sono state fortunatamente fiamme ed emissioni di fumi, ma una prolungata fuoriuscita di vapore acqueo a forte pressione dal sistema che lo immette nelle turbine e nelle colonne di distillazione del petrolio.Ancora una volta coinvolta l'area produttiva più vecchia della raffineria, "l'isola-7/13". Per fortuna nulla di grave per l'ambiente e per le persone al lavoro nel turno notturno, ma ancora tanta paura. Secondo quanto appreso dall'amministrazione comunale, dopo un colloquio avvenuto verso le tre di notte con la dirigenza locale Eni, il rumore sarebbe stato originato dall'improvviso cedimento di un fondello di una tubazione metallica, una sorta di "tappo" posto all'estremità di una conduttura in cui scorre vapore pressurizzato. Il sibilo è durato oltre mezz'ora, poi, una volta chiusa la mandata di vapore, il rumore si è affievolito sino a scomparire. Non è però scomparsa la paura della gente: nelle famiglie di Sannazzaro, Ferrera e dintorni è tornato l'incubo di un nuovo incidente, stavolta molto rumoroso e con emissioni invisibili in quanto inghiottite dal buio della notte, fortunatamente costituito dalle emissioni di un imprecisato volume di vapore acqueo. «Verso le 2,30 sono corso in Raffineria - dice l'assessore alla sicurezza Roberto Fuggini - incontrandomi con i vertici aziendali già sul posto. Mi hanno confermato che il rumore udito da più parti era stato determinato dalla fuoriuscita di vapore a pressione. Tanto spavento, ma nulla di grave». Ieri, in giornata, un nuovo summit tra amministratori ed Eni per chiarire meglio la dinamica del guasto. Eni a metà giornata ha ufficialmente comunicato che «è avvenuto uno sfiato di vapore da una tubazione, subito intercettato dal personale operativo, privo di qualsiasi pericolo per persone ed ambiente, fatto che non ha sortito alcuna conseguenza per il personale impiegato e che ha generato un fenomeno acustico durato circa mezz'ora». Paolo Calvi