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IL RICORDOTriste gratitudinepensando a Giovannin Ho conosciuto Giovanni Montagna per ragioni professionali, lui clinico, io ricercatore. Abbiamo lavorato insieme per alcuni mesi , pochi, ma sufficienti per scoprire un medico eccezionalmente preparato, supportato da due talenti che raramente si trovano in una stessa persona: una intelligenza acuta e una genuina modestia che lo predisponeva all'ascolto.Lui entrava nelle cose in punta di piedi, ma poi il suo contributo diventava fondamentale. Non protremo dimenticare Giovanni che lascia un segno profondo e un senso di malinconica gratitudine in tutti quelli che l'hanno conosciuto. Ci lascia quel suo mezzo sorriso che avvicinava le persone e che ci diceva che su di lui potevi contare fino in fondo. Vittorio Bellottidipartimento di medicinamolecolare, Università di PaviaRELIGIOSITÀI messaggi importantidi papa Francescon Anni fa, alle 11 di una domenica ottobrina, mi trovavo in una chiesa di Buenos Aires. Ciò che ricordo non è la messa, simile alle altre, ma quanto avvenne prima e dopo la stessa. Poco prima della funzione un'anziana e umile donna stava prendendo posto nella seconda panca, completamente vuota, quando il sacerdote dall'altare la invitò, con parole e ampi gesti, ad arretrare. A breve i primi banchi furono occupati da personaggi elegantemente vestiti e vistosamente addobbati (le donne); il sacerdote scese dall'altare per salutare calorosamente tali personaggi e poi iniziò la messa. Al termine costore si fermarono sul sagrato dove furono raggiunti dal sacerdote che li salutò amorevolmente. Gli altri osservavano: chi ammirato, chi solo incuriosito. Chiesi a chi mi accompagnava di cosa si trattava, e appresi che era d'uso riverire i parrocchiani delle famiglie influenti.A distanza di circa vent'anni un papa proveniente proprio dall'Argentina non cessa di sorprendere in senso opposto. Ne cito tre recenti.La prima riguarda la risurrezione di Cristo. Il 19 aprile scorso papa Francesco ha affermato: «La fede nasce dalla risurrezione. Accettare che Cristo è morto ed è stato crocifisso, non è un atto di fede, è un fatto storico. Invece credere che è risorto sì».La seconda riguarda il rapporto tra razionalismo (il riconoscere l'uso della ragione come strumento essenziale della conoscenza) e cristianesimo. Sempre in tale data il papa ha detto: «Un cuore chiuso, un cuore razionalistico è incapace dello stupore e non può capire cosa sia il cristianesimo, perché il cristianesimo è grazia, e la grazia soltanto si percepisce, di più: si incontra nello stupore dell'incontro».La terza riguarda l'incompatibilità dell'ipocrisia con Dio. Il 29 aprile scorso al Cairo il papa ha affermato: «Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente... non serve riempire i luoghi di culto... e curare l'apparenza, perché Dio guarda l'anima e il cuore e detesta l'ipocrisia». «Dio guarda solo la fede professata con la vita perché l'unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui».Sorprendente, ma ancor più sconcertante, come affermazioni di portata tale da indurre chiunque (credenti e non) a meditate riflessioni siano state trattate come notizie di contorno, al pari, se non meno, della borsa nera portata da Francesco nei suoi viaggi e della citazione, da parte dello stesso, di Mina ("parole, parole,...") per far meglio pervenire anche ai più umili un suo messaggio.Franco CastagnolaRobecco PaveseUN PENSIEROChe fiori ben curatibuongiorno Pavia!n Sono appassionata di fotografia nel mio tempo libero. E così noto con piacere con quanta cura vengono curati i fiori della nostra città. Lo so, ci sono tante cose da sistemare e spesso l'occhio cade su quelle.Se ogni tanto ci fermiamo a osservare i contorni vi assicuro che ogni mattina presto verso le 6,30 ci sono giardinieri ovunque che innaffiano, potano e puliscono la città. Se poi ci sono in giro incivili che fanno danni ovunque non è colpa nostra. Per una volta guardiamo il lato positivo e godiamoci la giornata serenamente. Buona giornata a tuttiKatia Magrotti