Danni ai dipinti antichi, ora il restauro
di Fabrizio Merliw PAVIAUn inverno con pochissime piogge o nevicate e un impianto di umidificazione non più efficace hanno provocato danni a una serie di dipinti custoditi nella pinacoteca Malaspina, ai civici musei. Per cinque di queste opere, i danni sono più gravi: il clima non sufficientemente umido ha provocato fratture del supporto di legno, sollevamenti della pellicola pittorica e, in alcuni casi, cadute di colore. Per questo il Comune ha dovuto correre ai ripari, stanziando 42.410 euro per provvedere al restauro.Il settore cultura ha individuato due restauratori di fiducia, che già in passato hanno lavorato a opere custodite nei musei. Così, del "Trittico" di Giovanni da Pisa si occuperà il centro di Conservazione e restauro "La Venaria reale" di Torino, per una spesa di 5.688 euro. Gli altri quattro dipinti saranno affidati a Centro di restauro "Zanolini e Ravenna" di Milano. Si tratta di un altro "Trittico" di San Lazzaro (importo di 5.307 euro), di una "Sacra Famiglia" di Bartolomeo Montagna (6.588 euro), di una "Flagellazione di Cristo" opera di anonimo (7.991 euro) e di una "Madonna con bambino" del Maestro di San Miniato (5.856 euro). Oltre a ciò, il Comune pagherà 300 ore di revisione conservativa di altre opere da realizzare nella sede stessa della Pinacoteca dei musei civici di Pavia, con affidamento al laboratorio "Crd" per una spesa complessiva di 10.980 euro. Complessivamente, dunque, l'impegno di spesa ammonta a oltre 42mila euro. L'intervento viene descritto in maniera approfondita sulla decisione dirigenziale che ha stabilito la spesa: «A seguito di un primo urgente e tempestivo intervento di messa in sicurezza delle tavole danneggiate e del successivo monitoraggio - anche sulla base delle prescrizioni della Soprintendenza, intervenuta con diversi sopralluoghi - si deve ora provvedere alle vere e proprie operazioni di restauro su un gruppo di dipinti più problematici che vanno trasferiti in laboratori specializzati, ed effettuare una campagna di revisione conservativa in sede su altre opere che risultano meno seriamente compromesse». Gli interventi, quindi, sono stati concordati con la Soprintendenza di Milano.