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INVIATO AD ASIAGOSguardi. Dumoulin mentre fa rulli fissa Quintana, che fa altrettanto. L'olandese torna su di giri dopo due giorni corsi sulla difensiva: «Bisognerà fare una grande crono, ma se ora posso vincere il Giro lo devo a Mollema, Yates e Jumgels che mi hanno aiutato nell'inseguimento». Sa che c'è aria di remuntada. Visti i distacchi inflitti in Umbria a metà Giro e il percorso più favorevole, nonostante i 19 chilometri in meno, Quintana potrebbe perdere un paio di minuti rispetto ai quasi tre del primo round. Nairo? Non si arrende, almeno a parole, perché basta guardarlo in volto per capire che ha un brutto presentimento. «Farò di tutto per difendere la maglia rosa, certo avrei voluto guadagnare di più da Dumoulin. Scendere giù dal podio? Non ci penso, io penso solo a vincere il Giro». Moreno Argentin, uno che di ciclismo ne capisce, non ha dubbi: «A Milano quello che ci rimetterà le penne è Quintana». Nibali? In questo Giro non è mai stato così vicino alla maglia rosa, grazie all'abbuono di ieri ora ha solo 39" di distacco da Quintana. Rischia di fare la fine di Icaro. È braccato da Dumoulin. «Ho forzato sull'ultima salita, avevo paura di accelerare perché non sapevo come stava Quintana. La maglia rosa? Impresa fattibile, bisogna però restare molto concentrati. Poche sono le energie rimaste tra quelli che si giocano il Giro, farò il possibile». E Pinot? «Ero venuto per una vittoria di tappa e ci sono riuscito. La maglia rosa? Per prenderla devo avere una grande giornata». Moser su Fignon nel 1998 ed Hesjedal su Rodriguez nel 2002 sono i corridori a cui oggi si ispirerà Tom: sono anche le uniche due volte nella storia del Giro che la maglia rosa è cambiata all'ultima tappa. E i due erano cronomen come lui. C'è un solo, pesante, precedente a suo sfavore. Al Giro 1998 Pantani in rosa partì da sfavoritissimo nella crono decisiva di Lugano su Tonkov. Aveva 1'28" di vantaggio, che incrementò di 5". (a. s.)