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di Maria BerlinguerwROMATornano i voucher e la maggioranza si spacca. E forse non c'è più. La commissione Bilancio della Camera approva i nuovi strumenti per regolamentare il lavoro occasionale, i libretti di famiglia e il contratto occasionale, grazie ai voti di Forza Italia e Lega. Articolo 1 abbandona i lavori della commissione e avverte Gentiloni. «La scelta di far passare questo emendamento incrina in maniera fortissima e forse definitiva il nostro rapporto con questa maggioranza e forse con questo governo», dice Arturo Scotto. «E' la grande prova del Nazareno 2.0», aggiunge in serata l'esponente di Mdp. Anche il Pd si spacca sui buoni lavoro. Dell'Aringa, Cenni e Misiani (di area orlandiana) non partecipano al voto. In sintonia con la Cgil. Il sindacato che aveva raccolto tre milioni di firme per un referendum abrogativo sui voucher, conferma di voler ricorrere alla Corte Costituzionale e con Susanna Camusso annuncia per il 17 giugno una grande manifestazione nazionale in difesa della democrazia e dei diritti.Fallita la mediazione di Anna Finocchiaro, la maggioranza esce davvero malconcia dalla prova di forza sui buoni lavoro. Dopo giorni di rimpallo della responsabilità tra palazzo Chigi e largo del Nazareno su chi ha cercato la prova di forza sui voucher il risultato è che ora la crisi di governo, l'incidente, è vicino. La prova del nove sarà tra una ventina di giorni a palazzo Madama quando la «manovrina» approderà in commissione e poi in aula per l'ok definitivo. Il Pd potrebbe cercare di forzare la mano mettendo la fiducia ma Mdp ha già fatto sapere che non la voterà in nessun caso se non ci saranno passi indietro sui voucher. E a quel punto potrebbe materializzarsi una nuova maggioranza, con i verdiniani pronti a sostituire i bersaniani e i malpancisti del Pd. «Non c'è più un vincolo automatico di maggioranza perché il nostro vincolo è con chi domani avrebbe votato il referendum» avvertono da Mdp certi che qualcuno abbia voluto forzare la mano sui voucher per mettere «una gigantesca mina sull'esito di questa legislatura delineando scenari politici da grandi intese». «Non voteremo la fiducia e il Pd dovrà spiegare a milioni di italiani perché ha deciso di sabotare questa legislatura», tuona il capogruppo di Mdp alla Camera, Francesco Laforgia. A rispondere è il capogruppo Pd Ettore Rosato. «La maggioranza non è a rischio» dice. «Valuteremo quello che succederà, vedremo se Mdp manterrà fede agli impegni presi», spiega Rosato. Quanto alla possibilità che nelle prossime settimane si possa fare le prove generali delle larghe intese il capogruppo dem è netto: «Assolutamente no, c'è la Costituzione che prevede cosa succede nel caso non ci siano più i numeri». Come dire? Le elezioni si avvicinano, soprattutto in settimana Matteo Renzi troverà l'accordo con Silvio Berlusconi (e forse con Grillo) per una legge elettorale di tipo proporzionale. E che la campagna elettorale sia alle porte lo dimostra l'affondo di Rosato verso gli ex di Mdp. «È nata dicendo che voleva sostenere il governo in maniera più forte ma il 40% della volte ha votato contro, stanno per puntare a una piccola quota di proporzionale». Secca la replica di Laforgia: «Basta con il gioco del cerino, il Pd ha deciso di recitare il de profundis al governo per assecondare Renzi e andare al voto».©RIPRODUZIONE RISERVATA