Fiamme spente, divampa la polemica
di Denis ArtioliwVIGEVANOVigili del fuoco ancora al lavoro, ieri, al deposito di rifiuti dell'Aboneco di Parona dove martedì è scoppiato un grande incendio che ha generato un'alta colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Ieri erano ancora in corso le operazioni di "smassamento" dei cumuli di materiale incenerito che viene raffreddato per soffocare ogni eventuale focolaio attivo. I pompieri sono al lavoro senza interruzione da martedì, quando sono intervenuti con nove squadre: sette autobotti e due autopompe da Pavia e da altri distaccamenti di Comuni della zona.Sono in corso gli accertamenti sulle cause del rogo: tra le ipotesi non è esclusa la natura accidentale dell'incendio che potrebbe essere divampato a causa di un mozzicone gettato incautamente tra i rifiuti stoccati. Se l'incendio di Parona è stato spento, si infiamma però la polemica sulle scarse comunicazioni arrivate ai residenti mentre la nuvola di fumo nero si spostava da Parona. Il M5s con Iolanda Nanni sottolinea che «i cittadini pavesi stanno pagando un prezzo troppo alto a causa della lentezza e del mancato e tempestivo coordinamento delle istituzioni che paiono essersi dimenticate del territorio». Il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Villani, assicura: «Stiamo seguendo la situazione di Parona con gli organismi preposti e ci auguriamo che questi ultimi chiariscano e diano alla popolazione tutte le informazioni con la massima rapidità e trasparenza».Ieri il Comune di Vigevano ha pubblicato sul proprio sito internet una nota (riportata nel grafico a fianco, ndr) con i dati di Arpa «inerenti la qualità dell'aria nell'intorno di Parona (Vigevano e Mortara). Arpa sottolinea che «non si registrano variazioni collegabili con l'incendio in corso, ovvero differenze significative rispetto alle concentrazioni rilevate nelle ore antecedenti all'evento. Nella serata del 23 maggio è stato posizionato un campionatore d'aria ad alto volume, lungo la direzione dei venti prevalenti al fine di poter rilevare eventuali ricadute al suolo dei marker specifici dell'incendio, i cui risultati saranno trasmessi appena disponibili». Il presidente della Provincia, Vittorio Poma, spiega che i responsabili dell'Unità operativa rifiuti della Provincia hanno effettuato un sopralluogo all'Aboneco mercoledì e «hanno verificato che i rifiuti depositati sotto la tettoia esterna al capannone (dove è scoppiato l'incendio, ndr) erano stoccati correttamente rispetto all'autorizzazione semplificata, rilasciata per l'impianto secondo le norme previste dal decreto legislativo 152/2006. Continua l'attività di stoccaggio nel capannone interno dell'Aboneco non interessato dall'incendio».©RIPRODUZIONE RISERVATA