Senza Titolo

INVIATO A ORTISEIScende dal pullman col sorriso dopo esserci salito col muso. Sul bus, finita la doccia e indossata una felpa per evitare i colpi di freddo, gli hanno riferito le parole di Dumoulin nel dopo gara. Il resto lo avevano fatto l'atteggiamento della maglia rosa negli ultimi chilometri di salita, quando aveva incitato lui e Quintana ad andare a prendere i rivali in classifica che erano scattati. Nibali attacca a muso duro il leader. «Me ne frego di quello che dice - spiega il capitano del team Bahrain - secondo me fa un po' troppo lo spavaldo, io non ho mai parlato così. Ha dimostrato di essere forte in gara, ma non esageri con le parole, anche lui può perdere il podio, per nessuno è scontato». Poi chiude con un avvertimento al rivale, con cui in questi giorni ha sempre avuto un ottimo rapporto: «Non lo porteremo in carrozza a Milano, di questo può stare sicuro. Deve continuare così, tenere i piedi per terra e parlare meno». Poi il riferimento al karma, potere di Gabbani a Sanremo naturalmente. «Lo conosce? Tutto torna. Finora è stato il più forte. Oggi è stato anche un po' fortunato, la nostra tattica era l'ideale, avevamo davanti alcuni compagni di squadra sia io che Nairo, abbiamo affrontato forte il passo Gardena, in discesa è riuscito a chiudere, altrimenti la corsa poteva prendere una piega diversa». Poi ancora quella frase: «Non è ancora finita. Vincere il Giro sarà per me molto difficile, ma il Giro finisce a Milano, e non siamo arrivati a Milano ancora. Dumoulin però si ricordi quando parla che a me dal secondo posto in giù non importa nulla». Nibali ben conosce la salita di Piancavallo, ultima chiamata per i suoi sogni di rosa. Nel 2011, in quel Giro vinto e tolto a Contador, il Piancavallo fu la prima scalata dei corridori nel tappone dolomitico, quello tosto davvero dato che prevedeva la scalata della Marmolada e l'arrivo in salita al Gardeccia, dopo che il giorno prima c'era stato l'assalto allo Zoncolan, con il Crostis cancellato, e quello ancora prima l'arrivo al Grossglockner. I primi sei chilometri hanno pendenze spesso superiori al 10 per cento, là nel 1998 Pantani mise la freccia. E là soltanto Dumoulin può perdere il Giro. Nibali, ragguagliato sulle pendenze dai compagni di camera friulani Franco Pellizotti ed Enrico Gasparotto, proverà a fare i conti col karma.Quintana? «Abbiamo provato a giocare le nostre carte, è stato impossibile staccare Dumoulin. Ma sto bene». Poi il proclama in spagnolo, ripetuto più volte "Intentieremos". La convinzione però non sembra al massimo. Vedremo. (a. s.)©RIPRODUZIONE RISERVATA