Truffa dell'auto guasta, due in manette
di Adriano AgattiwTORRICELLA VERZATEHanno provocato il guasto a un'auto parcheggiata nel piazzale di un supermercato e si sono offerti per farla ripartire. Naturalmente dietro compenso. Ma il tentativo di truffa non è passato inosservato e i due sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Bressana. Ivan Marchesini, un meccanico di 35 anni residente a Casteggio, e Francesco Carchidi, operaio 31enne di Casatisma, sono comparsi ieri mattina davanti al giudice che ha convalidato l'arresto e ha fissato il processo per domani in tribunale a Pavia. Nel frattempo i due sono stati rilasciati ma con obbligo di firma presso la stazione dei carabinieri.La vicenda è avvenuta lunedì verso le 19. I due operai, la cui posizione è al vaglio dei carabinieri perchè potrebbero aver messo a segno altri colpi analoghi, sono arrivati sul piazzale del supermercato LD di Torricella Verzate. Erano a bordo di un'auto da dove hanno osservato con attenzione i clienti in attesa della «vittima», poi individuata in una donna di 80 anni che abita a Corvino. La pensionata era al volante della sua Panda, l'ha parcheggiata ed è entrata al supermercato a fare la spesa. Marchesini e Carchidi, secondo la ricostruzione dell'accusa, sono passati alla seconda parte del piano. Si sono avvicinati alla vettura della donna, hanno alzato il cofano ed eseguito una piccola manomissione per impedire all'auto di ripartire. Poi sono risaliti sulla loro vettura, parcheggiata guarda caso a fianco di quella della vittima. La pensionata è uscita dall'LD con le borse della spesa e le ha riposte sui sedili della Panda. Poi si è seduta al posto di guida per mettere in moto la vettura e tornare a casa. Il motore girava ma l'auto restava ferma. La donna ha provato diverse volte e alla fine si è arresa. E' scesa dalla Panda a cercare aiuto. A questo punto uno dei truffatori si è avvicinato e ha chiesto alla 80enne se c'era qualcosa che non andava. «Sono un meccanico - le ha spiegato - la posso aiutare?». L'uomo ha alzato il cofano della Panda e finto di osservare il motore. «Si è rotto un pezzo - è stata la sentenza - e causalmente ho con me il ricambio. Lo sostituisco subito». Il meccanico e il complice hanno concluso la finta riparazione e preteso 85 euro. Ma non si sono accorti che un carabiniere in borghese ha osservato la scena, scoprendo il raggiro. Il militare ha chiesto l'intervento dei colleghi. Intanto la donna è risalita in auto, finalmente ripartita, per recarsi a casa a prendere il denaro. Ma, dopo qualche minuto si è insospettita ed è tornata indietro. Ha visto i carabinieri che avevano bloccato i due operai. La donna ha esposto i fatti: Marchesini e Carchidi sono stati arrestati e rinchiusi in una camera di sicurezza in attesa del trasferimento in tribunale.©RIPRODUZIONE RISERVATA