Senza Titolo

MILANOIsmail Tommaso Hosni deve restare in carcere. Perché non ha avuto alcun ripensamento critico del suo gesto, perché ha detto di «non ricordare», una reazione - questa - ritenuta «eccessiva» e che non ha messo in dubbio la sua capacità di intendere e volere. Considerata assieme ai due coltelli che si era procurato e al consumo di sostanze stupefacenti, è stata ritenuta indicativa della sua «pericolosità sociale». Sono questi in sintesi gli elementi che hanno portato il giudice di Milano, Manuela Scudieri, a convalidare l'arresto e a disporre il carcere per il giovane italo-tunisino che giovedì scorso alla stazione Centrale di Milano ha accoltellato due militari e un agente della Polfer. Per il giudice, che lo ha interrogato, il giovane «non ha mostrato alcuna forma di rivisitazione critica del fatto commesso», e invece ha detto «di non ricordare» mentre non ci sono dubbi sulla sua capacità di intendere e volere. Così se da un lato il 20enne è accusato di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, dall'altro risponde di terrorismo internazionale: l'ipotesi è che l'accoltellamento fosse stato pianificato e non, come il ragazzo ha spiegato al giudice, «per difendermi da persone che volevano farmi del male».