Sfregio alla parrocchia di San Salvatore
di Stefania PratowPAVIADistrutta la statua di Sant'Antonio di Padova che si trovava nella garitta dell'ex caserma Rossani. I vandali hanno agito la notte scorsa, facendo a pezzi l'opera in gesso che risaliva al Settecento e che stava lì da cinque anni, «simbolo di carità e di condivisione», dice don Franco Tassone, parroco di San Salvatore. Quella carità quotidiana che ha fatto diventare la parrocchia di San Mauro punto di riferimento per gli ultimi. Ieri mattina don Franco e il sacrestano hanno trovato la garitta vuota e i cocci della statua sparsi a terra. «Un atto vandalico insensato, frutto di una rabbia gratuita, uno sfregio all'intera comunità che, con fatica, si mette ogni giorno al servizio dei più deboli», commenta il parroco. La statua, alta 1 metro e 20, era stata collocata nella piccola costruzione che si trova di fianco all'ingresso dell'ex caserma e che un tempo ospitava il soldato di guardia. Stava lì da cinque anni, da quando i frati conventuali l'avevano donata alla parrocchia di San Salvatore che aveva accolto le reliquie di Sant'Antonio durante la missione diocesana. «A vigilare sulla nostra parrocchia non c'erano più i soldati, ma la Provvidenza a cui avevamo chiesto aiuto per acquisire il piccolo chiostro di San Mauro, primo tassello per realizzare il nostro progetto di carità». E quell'aiuto lo avevano ricevuto, riuscendo a comprare, per 650 mila euro, quella parte del complesso monumentale del Santissimo Salvatore che dovrà ospitare la nuova sede della Caritas, un centro d'ascolto permanente, una foresteria per i pellegrini della via Francigena, l'armadio del fratello che raccoglie abiti per i più poveri. «Sant'Antonio ci ha sostenuto nel fare il primo passo e confidiamo in lui per proseguire nell'opera di carità che qui si fa tutti i giorni, dando cibo, donando vestiti e beni di prima necessità a chi non ha più niente e bussa alla nostra porta. Persone che cerchiamo di togliere dalla strada. Ma rivolgeremo il nostro aiuto anche a coloro che, divorati da tanta rabbia, necessitano del nostro aiuto. Preghiamo per riparare a questa offesa ad un simbolo sacro di devozione popolare. Dispiace per questo gesto - ammette il parroco -. La statua era in una posizione che non disturbava nessuno e non è stata distrutta a causa di un incidente. C'è stata la volontà di distruggerla». È andata in mille pezzi la statua del santo dei miracoli, che distribuiva i pani e moltiplicava le opere di carità. «Ma noi andremo avanti comunque con il lavoro quotidiano di sostegno agli ultimi che stanno diventando sempre di più». Ora una nuova statua di Sant'Antonio è stata collocata all'interno della chiesa di San Mauro. «È lì ad ascoltare tutti coloro che vogliono chiedere aiuto».