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il confrontoStrade perfettePiacenza insegnan In tema di dissesto stradale, paradossalmente stento a credere come mai la nostra provincia il nostro territorio, da circa trent'anni si trovi vergognosamente abbandonato a se stesso, con una rete stradale da incubo, al limite della sicurezza sia personale che meccanica.Una rete stradale fatiscente. Vergogna fra l' altro dovuta al continuo procrastinare di interventi radicali.Ritengo che le cause di questo dissesto siano da attribuire ad amministrazioni passate e attuali. In tale contesto l'amministrazione provinciale, sostanzialmente si difende accusando lo Stato che chiede 40 milioni di erario. Sono perfettamente consapevole dell'asfissiante paradossale avidità dello Stato, complice l'egemonia di Bruxelles.Ma anche in tale contesto esistono delle incongruenze che sinceramente andrebbero analizzate. Qualche giorno fa percorrendo in bici un tratto della provincia di Piacenza, tra Castel san Giovanni, Sarmato, san Nicolò (siamo a 5 km da Piacenza) sono rimasto letteralmente sorpreso per la cura che tale provincia dedica al suo territorio.Le condizioni delle strade sostanzialmente sono perfette, non una buca o un rattoppo e ho notato parecchi tratti completamente riasfaltati.Mi viene spontanea una domanda: n on è forse atipico tutto questo? Considerando che anche la provincia di Piacenza non è immune dal vampirismo, eufemisticamente parlando, dello Stato? Qualche settimana fa la provincia riportava l'ennesimo sfogo di questa amministrazione che sostanzialmente si giustificava imputando al territorio troppo vasto da controllare.Ritengo tale affermazione contraddittoria, poiché un territorio più è vasto piu tendenzialmente genera ricchezza. Detto questo, la realtà è da ricercare nella mancanza carenza, di realismo pragmatismo che deve caratterizzare scelte importanti e decisive. Piacenza insegna.Marco PassaroLardirago