Cannes

OkjaIl "manifesto"dell'era vegetarianann I fischi all'inizio, la buona accoglienza alla fine: ieri al festival di Cannes è sceso come in un'arena Okja, il film del sud coreano Bong Joon Ho, una delle due opere del concorso prodotte da Netlix e destinate, almeno per la Francia a non essere viste in sala. Attraversando i generi, mescolando i toni teneri e grotteschi, trasportando il pubblico con naturalezza dall'idilliaco paesaggio della natura all'orribile catena di montaggio dell'industria della carne, il film vuole essere «un manifesto» della nuova era vegetariana e ambientalista.A CiambraSiamo solicontro il mondonn «Siamo soli contro tutto il mondo». Questo dice l'anziano nonno Rom al 14enne Pio, protagonista di "A Ciambra", film molto bello del regista italoamericano Jonas Carpignano passato ieri al Festival di Cannes , dove ha ricevuto molti applausi. Un film duro, in presa diretta, quasi un documentario. Carpignano, con la produzione esecutiva di Martin Scorsese, ci fa entrare nella estesa famiglia di Pio, che vive stanziale nella zona di Gioia Tauro. Protagonisti tutti Rom per raccontare il loro modo di vivere estraneo a ogni regola tradizionale, ma profondamente radicato alla loro cultura secolare.Carne Y ArenaL'installazionedi Inarritunn Carne Y Arena, carne e sabbia, è l'inferno virtuale che racconta il migrante secondo Alejandro Gonzalez Inarritu. Dura sei minuti e mezzo l'installazione, destinata alla Fondazione Prada a Milano (dal 7 giugno al 15 gennaio) e intercettata da Thierry Fremaux che l'ha voluta al Festival di Cannes. È notte e fa freddo, hai dovuto lasciare borsa, cellulare, qualunque oggetto e anche le scarpe. I piedi sono nudi e la realtà virtuale, questa nuova sfida tecnologica che sta abbracciando il cinema, ti sta facendo entrare grazie ad un casco Vr (realtà virtuale) sulla testa, nello scenario dei migranti clandestini tra il Messico e gli Stati Uniti, nel deserto di Sonora.