Senza Titolo
di Andrea ViscontiwNEW YORKIl nuovo test balistico condotto dalla Corea del Nord nella notte fra sabato e domenica è stata una provocazione nei confronti di numerosi governi. Non soltanto è stato condannato dalla Casa Bianca, ma ha anche suscitato allarme a Mosca e Pechino. Allo stesso tempo ha messo in difficoltà il nuovo presidente sud-coreano e allarmato il governo di Tokyo.«Condurre test missilistici non è certo quello che porta a sedersi al tavolo col presidente perché Trump assolutamente non lo farà», ha detto l'ambasciatrice Usa all'Onu parlando per conto della Casa Bianca. Nikki Hailey ha proseguito affermando che è escluso che si tengano negoziati fra Washington e Pyongyang fino a quando il presidente Kim Jong-un non aderirà alle condizioni poste dagli Stati Uniti di trattare per la denuclearizzazione. Una condizione che il governo nordcoreano esclude a priori. «Il presidente Kim può tentare di imporre tutte le condizioni che vuole, ma fino a che non accetta le nostre di sedersi al tavolo dei negoziati non ne si parla neppure».Nella penisola nordcoreana erano passate da poco le 5 di domenica mattina quando il regime di Pyongyang ha fatto scattare dal confine con la Cina un nuovo test a scopo di mettere alla prova la preparazione nucleare della Corea del Nord. Nei trenta minuti successivi un missile balistico non meglio identificato ha volato per 700 chilometri a un'altitudine di circa 2.000 metri andando a finire nel mare fra Corea e Giappone. Esperti Usa hanno esaminato immagini satellitari e dati disponibili e non escludono che possa essersi trattato di una versione più corta di un missile KN-08 con gittata intercontinentale. A livello pratico significa che se la traiettoria del missile fosse stata differente avrebbe avuto la gittata di oltre 2.800 chilometri, quanto basta per colpire il territorio statunitense di Guam nel mezzo dell'oceano Pacifico.Oltre alle osservazioni del Comando Pacifico Usa sono state anche le dichiarazioni del presidente Kim Jong-un a far ritenere che si sia trattato di un missile a lunga gittata. Il leader nord-coreano infatti ha dichiarato che Pyongyang è «nella fase finale di test per un missione intercontinentale». E le indicazioni che la Corea del Nord era vicina ad avere pronta un'arma con testata nucleare erano venute il mese scorso quando durante un'imponente parata militare nella piazza principale di Pyongyang aveva sfilato l'enorme involucro in metallo di un KN-08.«Gli Stati Uniti continueranno a dare un giro di vite», ha affermato ieri l'ambasciatrice Hailey all'Onu parlando di sanzioni economiche e commerciali nei confronti della Corea del Nord. Il nuovo test è stato condotto in un momento particolarmente delicato delle relazioni internazionali. Mercoledì infatti le elezioni presidenziali in Corea del Sud avevano segnato la vittoria di Moon Jae-in, un candidato moderato che in campagna elettorale aveva ribadito la sua disponibilità a negoziare con la Corea del Nord e perfino di andare in visita ufficiale al presidente Kim. Ma l'atteggiamento provocatorio di quest'ultimo sembra mettere il tutto fuori discussione. Proprio ieri infatti a Seul era in corso un summit al quale hanno partecipato sia il leader cinese Xi che Vladimir Putin. Il presidente russo, parlando attraverso il suo portavoce Dmitry Peskov, ha fatto sapere che sia Mosca che Pechino hanno manifestato «preoccupazione». Un sentimento espresso anche alla Casa Bianca - visto il luogo esatto in cui il missile si è inabissato - che ha definito il test «una minaccia palese». «Con il missile così vicino alla Russia il presidente Trump non riesce a immaginarsi come Mosca possa sentirsi tranquilla», si legge in un comunicato della Casa Bianca dopo avere determinato che il missile ha toccato la superficie dell'acqua solamente a un centinaio di chilometri dalla regione di Vladivostok. Domani riunione sul caso del Consiglio di sicurezza dell'Onu.©RIPRODUZIONE RISERVATA