Soldi rubati, Asm deve pagarci le tasse

di Fabrizio Merliw PAVIALa "tassa sul furto" è abbastanza paradossale, ma è la realtà con la quale si trova a che fare Asm Pavia. Ieri mattina, infatti, alcuni uomini della Guardia di Finanza sono tornati in via Donegani per acquisire documentazione relativa all'attività di Asm Lavori, società attualmente in liquidazione, a partire dal 2011. «Era un accertamento fiscale - spiega il presidente, Duccio Bianchi - e credo si riferisca alle tasse che non furono pagate sulle somme rubate nel corso della precedente gestione». Dalle casse di Asm Pavia e Asm Lavori, infatti, furono rubati 1,8 milioni di euro. Per quegli episodi di peculato, sono stati condannati in primo grado l'ex contabile, Pietro Antoniazzi, l'ex direttore generale, Claudio Tedesi e l'ex presidente di Asm Lavori, Luca Filippi. Ma quei soldi, che presero con modalità illecite la strada dei conti correnti privati intestati a Pietro Antoniazzi, figurano, seppure in maniera virtuale, nei bilanci societari. E, di conseguenza, lo Stato pretende il pagamento delle relative tasse, lasciando poi alla società il compito di rivalersi su chi, con sentenza definitiva, risultasse colpevole per il peculato. Così, per il bilancio di Asm Pavia, devono ancora essere pagate tasse per circa 400mila euro, e altri 200mila per Asm Lavori. In tutto, 600mila euro (ai quali andranno sommati anche sanzioni e interessi) che, giova ricordarlo, sono soldi dei cittadini pavesi, considerato che Asm Pavia è posseduta al 95,7 per cento dal Comune di Pavia.«Fortunatamente - aggiunge Bianchi - avevamo già previsto questa circostanza e il denaro è stato accantonato, nel frattempo». Certo, suona amaramente beffardo dover pagare delle tasse su soldi che sono stati rubati e, tra l'altro, non si sa ancora bene in quale misura potranno essere recuperati. Sommando i soldi rubati, quelli necessari a pagarvi sopra le tasse e le sanzioni si arriva a un saldo negativo di circa 2,5 milioni. Denaro che si sarebbe potuto usare per migliorare i servizi offerti dall'azienda o per abbassare ulteriormente le imposte ai cittadini.Gli avvocati di Asm Pavia hanno già avviato le procedure per recuperare i soldi spariti dai bilanci. Oltre alle persone condannate in primo grado, l'attenzione degli amministratori dell'azienda è puntata anche sulle banche che non hanno verificato la discrepanza tra l'intestazione degli assegni (Comune di Pavia) e la destinazione: i conti di Antoniazzi.