Alt: non fate affari sul nome del collegio Borromeo

L'Almo Collegio Borromeo è passato gloriosamente attraverso 456 anni di storia grazie ai Borromaici e ai suoi rettori, che ne hanno coltivato e trasmesso la connotazione cristiana e di merito, e alla famiglia Borromeo, che ne ha garantito la continuità. In occasione del nostro annuale raduno desideriamo sollecitare l'attenzione, solo per irrinunciabile necessità di chiarezza, su alcune criticità nella gestione del Collegio che stanno provocando grande preoccupazione e un gravissimo pregiudizio al funzionamento e all'immagine del Collegio stesso.Alcuni cambiamenti intervenuti nelle politiche di gestione hanno determinato disagio e tensioni e stanno purtroppo incidendo negativamente anche sulla serenità degli studenti. L'attuale Consiglio di Amministrazione risulta scaduto al 31 dicembre 2016 e dovrebbe limitarsi all'ordinaria amministrazione. Tuttavia, pur non avendo ancora approvato il bilancio di esercizio e non risultando ancora pubblicato il bando di concorso per il nuovo anno, sta insistendo nell'approvazione di un nuovo Statuto giustificando l'operazione con la necessità di adeguare l'attuale Statuto alla normativa del 2016. Tale urgenza non esiste in quanto per gli adeguamenti formali c'è tempo fino al 2018. I requisiti di merito sussistono da sempre salvo verifica. La bozza di nuovo Statuto si presenta come un attentato alla tradizione cristiana e culturale del Collegio.Si prevede la sostituzione del Rettore, appartenente, per plurisecolare tradizione e regola statutaria, al clero cattolico, con un direttore generale laico, riducendo il primo a mero assistente spirituale incapace, come tale, di garantire la gestione del Collegio in conformità ai principi e scopi che hanno ispirato il suo fondatore e sono stati rispettati per secoli. La già intervenuta nomina di un direttore generale laico costituisce un'aperta violazione dello Statuto vigente e pare quindi connotata di illegittimità. Secondo questa bozza inoltre si autorizzerebbero attività commerciali che nulla hanno a che fare con la funzione e gli scopi del Collegio e consente in ultima analisi di trasformare il Collegio o addirittura di conferire il Collegio in una fondazione più vasta che si occupi di gestire dei residence per studenti anche al di fuori dell'area pavese, magari riducendo i requisiti di merito per l'ingresso ed estendendone la fruibilità ai più abbienti in grado di pagarsi rette economicamente più remunerative. Ciò sa di business.Inoltre si attribuirebbe al Patrono un potere che va al di là delle sue funzioni di garante, avendo potere di nominare il presidente del Cda e conferirebbe allo stesso presidente un potere di voto che lo pone in una vera e propria posizione di arbitro, determinante negli indirizzi del Collegio. A fronte di tale progetto, la nostra Associazione, con il pieno accordo di un folto gruppo di noi Alunni, ha predisposto un'ipotesi di Statuto limitata agli aggiornamenti necessari del vecchio Statuto del 1940 e che mantiene fermi i caratteri identificativi cristiano-culturali e di merito che costituiscono i tratti essenziali della nostra tradizione.Non possiamo accettate che un unicum, come il Collegio, Palazzo della Sapienza che Manzoni nei Promessi Sposi presenta come "fondato da Carlo in Pavia e che porta ancora il nome del loro casato", sia trasformato in un insieme di residence o in una fondazione che raggruppi vari collegi-residence, riducendo il Collegio a una attività alberghiera.Agli studenti di oggi vorremmo ispirare fiducia e assicurali che noi faremo di tutto perché anche per loro gli anni di permanenza nel nostro Almo costituiscano un arricchimento umano e culturale per un solido e proficuo percorso di vita sociale e professionale e non solo un ricordo degli anni felici della giovinezza.Associazione Alunni dell'Almo Collegio Borromeo