Pazienti come cavie, le accuse ad Allegri

La Guardia di Finanza di Pavia ha sequestrato 25 immobili e conti correnti bancari per oltre 2 milioni di euro nella disponibilità di un imprenditore di 50 anni che operava nelle province di Brescia, Milano e Pavia. L'uomo ufficialmente risultava nullatenente al Fisco. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire la storia criminale dell'imprenditore, caratterizzata da numerose denunce per frode fiscale, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e violazioni alla normativa sul lavoro. «Le condotte delittuose - si legge in una nota della FInanza- venivano realizzate attraverso decine di società (oltre una trentina quelle scoperte) che, intestate a prestanome, ma di fatto gestite dall'uomo, hanno consentito in pochi anni la sottrazione al pagamento delle imposte e l'occultamento all'erario di oltre 100 milioni di base imponibile. Gli illeciti proventi, generati da queste attività delittuose, venivano reinvestiti negli acquisti di immobili formalmente intestati a società apparentemente senza alcun legame con l'imprenditore». Il Tribunale di Milano, accogliendo la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia diMilano sulla pericolosità criminale dell'uomo e ravvisando la fondatezza degli elementi probatori raccolti dagli investigatori, ha disposto il sequestro degli immobili (nelle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Parma) e dei conti correnti per un valore di circa 2 milioni di euro.di Maria FiorewPAVIAI magistrati gli contestano di avere avuto un ruolo nel sistema di tangenti e di sperimentazioni illegali sui pazienti, usati come cavie. E in particolare di avere favorito un'azienda farmaceutica, intascando una tangente da 6mila euro. Associazione per delinquere, corruzione e abuso d'ufficio sono le accuse rivolte al medico pavese Massimo Allegri, 43 anni, contenute nelle carte dell'inchiesta dei Nas di Parma sul sistema illecito che ruotava attorno ai farmaci. L'inchiesta ha portato agli arresti in tutto 19 persone, tra cui, oltre ad Allegri, che si trova ai domiciliari ed è attualmente sospeso dal lavoro, anche il luminare Guido Fanelli, docente di Anestesia e Rianimazione all'Università di Parma. Allegri, che ha lavorato al San Matteo di Pavia fino al 2014 come responsabile dell'equipe di ricerca sul dolore cronico e che fino a poco tempo fa abitava a Torre d'Isola, è dirigente medico presso l'Azienda ospedaliero universitaria di Parma. Secondo quanto riporta l'ordinanza di custodia cautelare, avrebbe dato il suo contributo al "sistema" eseguendo gli ordini impartiti da Fanelli per favorire gli interessi commerciali di alcune case farmaceutiche. In particolare, il coinvolgimento di Allegri sarebbe emerso in relazione alla sperimentazione clinica del farmaco Vellofent della Angelini. Allegri avrebbe proposto uno studio con quel farmaco da effettuare all'ospedale di Parma. Dalle intercettazioni emerge che lo studio, però, doveva essere "strutturato" in modo tale da ottenere il risultato sperato, perché in commercio, oltre al Vellofent, c'era già un altro farmaco concorrente, prodotto da un'altra azienda. In sostanza, sarebbero stati prediposti i protocolli di sperimentazione nonostante sia Allegri che Fanelli fossero consapevoli che il Vellofent presentava dei problemi. In una conversazione tra Fanelli e un altro interlocutore, del 4 marzo 2015, si dice anche che uno degli impegni promessi alla casa Angelini era di reperire 30 medici oncologici disposti a prescrivere il Vellofent, e che «questo problema, tramite Allegri è già risolto». Per questo incarico, Allegri, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto un compenso di 6mila euro. Ma il medico pavese deve rispondere anche di abuso d'ufficio per avere fatto assumere sua moglie come dirigente ospedaliero a Parma, sollecitando Fanelli a monitorare la procedura di selezione.