Senza Titolo

di Antonio SimeoliwINVIATO A CEFALÙIl Falco non ha dubbi: l'Etna qualche vittima, forse illustre, la farà, anche se guai a pensare che lassù oggi si deciderà il Giro. A meno che...Abbiamo scelto il due volte vincitore del Giro, Paolo Savoldelli per analizzare ai raggi x il gruppo. Un traguardo non banale quello sul vulcano siciliano, che, sebbene a quota molto più alta dei 1.892 metri in cui al Rifugio Sapienza si concluderà la tappa, continua a eruttare lava.«Non si deciderà la corsa rosa lassù - spiega il vincitore del Giro 2002 e 2005 - accadesse sarebbe una sorpresona. Se Quintana dovesse staccare tutti allora sarebbe davvero di una spanna superiore, ma credo non accadrà». Arrivo in salita, su un vulcano, dopo 15 km di pendenze con punte anche al 12% a metà ascesa, quando il Giro scoprirà un versante diverso da quello dell'impresa "made in Contador" del 2011. Arrivo in salita e dopo tre tappe tirate di corsa in Sardegna e un giorno di riposo. «Guai a chi ieri non ha lavorato bene - continua -. Ma ormai le regole sono chiare: solo chi non ha ambizioni di classifica e vuole risparmiarsi per tentare fortuna in fuga nei giorni successivi può permettersi di non allenarsi nel giorno di pausa, specie dopo tre frazioni». La quota? Niente di preoccupante, 1.892 metri non sono nulla per i pro, specie in questi ultimi anni con i big che passano durante la stagione settimane e settimane ad allenarsi in altura. La tappa? Il falco se l'immagina così: «Tutti i favoriti davanti e magari una crisi...», spiega portando il ragionamento a un vecchio adagio del ciclismo e in particolare del Giro riferito alla prima salita di corsa: si saprà al termine chi dovrà dire addio ai sogni in rosa, ma non chi vincerà a Milano». Poi aggiunge: «Spesso poi la strada cambia le carte in tavola». Detto questo sceglie la via della sincerità: «Se analizziamo i piazzamenti degli ultimi anni nelle tre grandi corse a tappe ecco che il Giro dovrebbe vincerlo Quintana». Ma il ciclismo non è matematica. La sorpresa dell'edizione 100? Savoldelli, che si è ritirato nel 2008, indica sicuro il nome di Davide Formolo, giovane speranza italiana della Cannondale Drapac. «È arrivato il momento di avvicinare seriamente il podio e salirci», spiega Savoldelli. . Al quarto giorno di gara il primo snodo del Giro 100. Nibali corre in casa, Quintana pare in condizione super, poi la schiera di aspiranti alla nobiltà. Guidata dal trio Thibaut Pinot (Fdj), Bauke Mollema (Trek) e Bob Jungels (Quick-step, alle spalle 22 giorni di ritiro in quota alla Sierra Nevada). Da mesi lavorano per l'assalto al Vulcano. Non sarà lo Stelvio o Oropa, ma oggi qualcuno si brucerà. @simeoli1972©RIPRODUZIONE RISERVATA