Tortona, le contromisure per gara 4

MANTOVAGare ravvicinate, stanchezza, trasferta rapida. Ma il coach Demis Cavina non cerca ragioni esterne alla partita per il risultato di gara 3 e riflette sull'andamento della partita: «Abbiamo gestito questa trasferta esattamente come avvenuto per l'intera regular season: ci siamo allenati bene, abbiamo mangiato, la gara è stata preparata come siamo abituati a fare. Non ci sono attenuanti o scuse particolari, il risultato sul campo è stato chiaro».L'allenatore analizza le situazioni anche al di là del risultato, anche percché i primi 20' della gara sono stati giocati in sostanziale equilibrio: «Rispetto alle prime due partite andava messa in conto la reazione anche emotiva di Mantova e ce l'aspettavamo, impostando la partita di conseguenza. Se ripensiamo al primo quarto, che a livello di gap per noi è stato il migliore, chiudendo incollati ai nostri avversari, abbiamo giocato sotto tono: abbiamo concesso troppo a rimbalzo e lasciato tante situazioni anche facili, che sono stati gli avversari a non concretizzare. Per tutto l'andamento della partita non si sono viste molte delle nostre qualità tecniche, anche dai giocatori più rappresentativi. Non siamo mai riusciti ad avere ritmo e questo si è ripercosso sulla fluidità del gioco e sulla lucidità al tiro. Dobbiamo mantenere serenità e ritrovare le energie di gare 1 e 2».Il riferimento alle prestazioni meno efficienti è per Cosey, meno prolifico e più controllato rispetto alle prime due gare?«Cosey ha comprensibilmente ricevuto un trattamento di riguardo dagli avversari, essendo uno dei nostri elementi più importanti. Deve mantenere lucidità, non innervosirsi, la difesa risente della sua prestazione».Ci sono giocatori con problemi fisici? «Intanto Mascherpa, che nell'ultimo tiro ha appoggiato male il piede e ha riportato una probabile distorsione. Ho poi fatto qualche rotazione sopratutto nell'ultimo periodo, per preservare in particolare Ricci ed evitare difficoltà nel prosieguo della serie».Per gara- 4 ci saranno accorgimenti particolari?«Nemmeno un mago potrebbe creare qualcosa di sostanzialmente nuovo in due giorni. Ci possono però essere dei dettagli nuovi, qualcuno già messo in atto sabato sera, e anche questi possono essere preziosi. Dobbiamo però essere più concentrati, trasformare la carica in energia. Abbiamo problemi se facciamo un gioco troppo riflessivo, con poco ritmo e bassa intensità a rimbalzo. Dovremo avere un diverso piglio e ritrovare grande intensità fin dal primo quarto». Stefano Brocchetti