Macron presidente Fermata la destra

di Maria Rosa TomasellowROMALa Francia volta pagina, e lo fa eleggendo il più giovane presidente della sua storia, Emmanuel Macron, rottamando i due partiti tradizionali che a destra e a sinistra hanno dominato la politica del Paese per 40 anni, e mettendosi in marcia - "En Marche!", come indica il nome del movimento di Macron - verso un futuro di incognite, prime fra tutte la scelta del premier e l'esito delle elezioni legislative in programma l'11 e 18 giugno. Appena un anno dopo la nascita del suo progetto politico, l'ex ministro dell'Economia di François Hollande, arriva all'Eliseo a soli 39 anni, spinto, queste le prime proiezioni, dal 62,3% dei voti, trasformandosi da outsider in trionfatore contro la leader del Front National Marine Le Pen, ferma al 37,7%.«Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia» è la dichiarazione a caldo di Macron, rilasciata pochi minuti prima di apparire in pubblico per il suo discorso da presidente eletto. Un discorso sobrio che pronuncia contenendo le emozioni, per parlare a tutti i cittadini «indipendentemente dalla scelta» fatta nelle urne: Macron riconosce «le difficoltà» e «le divisioni» che hanno «condotto a un voto estremo» e per questo dichiara di voler «garantire l'unità della nazione», di voler lottare «contro ogni forma di disuguaglianza e discriminazione», di voler «ascoltare tutti» e garantire il pluralismo. Ma in quanto «eredi di una grande storia», afferma, i francesi hanno responsabilità: «Difenderò l'Europa, sono in gioco i nostri valori, il nostro modo di vivere ed essere liberi» dice, assicurando l'impegno «in prima linea contro il terrorismo, senza debolezze». Ma senza trascurare altre sfide: lo sviluppo economico, la lotta ai cambiamenti climatici, il passaggio all'economia verde, la digitalizzazione. «Eliminare le paure, ritrovare ottimismo» questa la direzione che indica.Nella piazza di fronte al palazzo del Louvre, scelta per la festa per la vittoria ed evacuata nel primo pomeriggio per un allarme sicurezza poi rientrato, i sostenitori di Macron esplodono in un boato di gioia quando la tv annuncia: «Il presidente è Emmanuel Macron». Liberista in economia, progressista nel campo dei diritti civili e difensore convinto dell'Unione europea, Macron sancisce con la sua vittoria il tramonto delle speranze della destra di Marine Le Pen, che appena 12 minuti dopo la chiusura delle urne, si presenta davanti ai suoi nel quartier generale di Parigi, nello "Chalet du Lac", nel Bois de Vincennes, per riconoscere la vittoria dell'avversario. «I francesi hanno scelto la continuità, ho chiamato Macron e mi sono congratulata con lui».Ma la leader del Front national guarda già oltre, al voto di giugno, e per questo ringrazia «gli 11 milioni di francesi che mi hanno accordato la loro fiducia», una patrimonio di voti enorme, il doppio di quanto aveva ottenuto nel 2012 (17,90%). «Lavorerò per raccogliere ancora più persone tra coloro che vogliono scegliere la Francia. Con un risultato storico l'alleanza patriottica è la nuova forza di opposizione: chi ha votato Macron si è screditato da solo, ora si tratta di una battaglia di patrioti contro mondialisti» conclude, mentre aleggia ancora l'eco delle polemiche per la decisione del suo staff di vietare l'ingresso ai giornalisti di una decina di testate tra cui Buzzfeed e Politico. Storico è anche il risultato dell'astensione, che vola 24,1%. A questo partito di non elettori, dunque, dovrà ora guardare Macron, che in mattinata dopo aver votato nel comune di Touquet con la moglie Brigitte, aveva invitato tutti a esercitare «il diritto per il quale chi è venuto prima di noi si è battuto». Alle 20 le urne dei 66.546 seggi aperti per 47 milioni di francesi si chiudono in un Paese vigilato da 50mila poliziotti e gendarmi oltre ai 7mila militari dell'operazione Sentinelle, e il bilancio finale parla di un astensionismo in crescita di oltre 4 punti percentuali. Alle urne si è recato il 75,9% degli elettori rispetto al 2012, quando i votanti erano stati l'80,35%. Le schede bianche o nulle hanno raggiunto quota 9,4%. Macron, che aveva distanziato Marine Le Pen di poco meno di tre punti nel primo turno delle elezioni (24,01% contro il 21,3%, con l'astensione al 22,2%), vince con un distacco previsto e incolmabile. Il presidente uscente Hollande, che lascia l'Eliseo con un indice di popolarità bassissimo e che aveva chiesto ai francesi di votare Macron «come barriera contro il Front National» si congratula con il successore: «L'ampia vittoria di Macron dimostra che «una grande maggioranza dei nostri concittadini ha voluto riunirsi intorno ai valori della Repubblica segnando il loro legame all'Unione europea e all'apertura della Francia nel mondo». Al fianco di Hollande, oggi, il primo impegno pubblico di Macron, all'Arco di Trionfo, per le celebrazioni dell'anniversario della vittoria degli Alleati sulla Germania nazista. «Abbiamo la presidenza più triste della storia della V Repubblica, che distruggerà tutta la fiducia attorno ad essa» commenta il leader di France Insoumise, Jean-Luc-Melenchon, che definisce Macron «nuovo monarca presidenziale». «Ma nonostante tutto - conclude - il Paese ha respinto in maniera schiacciante l'estrema destra».©RIPRODUZIONE RISERVATA