Senza Titolo

BRUXELLESLa posta in gioco è la più alta di sempre, maggiore anche della Brexit. E l'ottimismo cominciato a circolare negli ultimi giorni, anche sui mercati che l'altro ieri hanno chiuso tutti in positivo, dopo i sondaggi contrari alla populista Marine Le Pen e favorevoli all'europeista Emmanuel Macron, ha subito una battuta d'arresto a 24 ore dal voto per la bomba dei "Macronleaks". Ancora una volta Bruxelles resta quindi con il fiato in sospeso alla vigilia delle elezioni presidenziali francesi, con l'accresciuto timore che il tentativo di destabilizzazione compiuto con l'hackeraggio delle mail dello staff Macron possa influenzare il voto di oggi. Resta molto ottimista invece il premier Paolo Gentiloni, che si è detto «sicuro di un risultato pro Europa».Il voto francese cade proprio - ironia della sorte - il giorno dopo la giornata "Porte aperte" delle istituzioni Ue e due giorni prima della Festa dell'Europa: il 9 maggio si celebra infatti la "dichiarazione Schuman con cui si fa coincidere la nascita dell'Ue. Molti i funzionari europei mobilitati per accogliere i cittadini a Bruxelles: il voto francese è sulla bocca di tutti, tra preoccupazione e speranza. Molti hanno il timore, come racconta Gaelle, di rivivere l'incubo Brexit: andati a dormire «tranquillizzati» dagli exit poll e dai primi risultati, si sono ritrovati con un risveglio «traumatico come se il peggior incubo fosse diventato realtà». «Piangevamo tutti» la mattina del 24 giugno, ricorda Cedric, «speriamo non si ripeta lunedì, ma sono più ottimista». La principale preoccupazione di Bruxelles è infatti l'astensionismo: i sostenitori della leader del Front National sono contro il sistema e andranno sicuramente a votare, mentre molti di quelli che scelgono il rivale di "En Marche!" lo fanno solo in chiave anti-Le Pen. E se i sondaggi ora danno un distacco di oltre 20 punti a favore di Macron, la paura è che molti non vadano alle urne perché già sicuri che Le Pen non passerà.Una vittoria di Marine avrebbe un impatto "nucleare" sull'Ue, anche se il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha affermato che «non sarebbe la fine dell'Europa». A differenza della Brexit, sottolineano analisti finanziari e politici, una Frexit avrebbe conseguenze catastrofiche sulla stabilità finanziaria, in quanto la Francia, a differenza della Gran Bretagna, non solo fa parte dell'euro, ma ne è anche uno dei Paesi chiave assieme alla Germania. La stessa cancelliera Merkel non ha mai fatto mistero della sua preferenza per Macron.