Senza Titolo
di Antonio SimeoliwINVIATO AD ALGHEROLui quelli che fanno le quote per la Snai non li bada. Anche se un anno fa di questi tempi in Olanda, alla vigilia della partenza del Giro 99, un successo di Vincenzo Nibali era dato a 2.50, insomma roba probabilissima, e adesso i tecnici lo danno a 6. Sì, per la Snai il favorito assoluto del Giro edizione numero 100, che stasera proporrà la spettacolare presentazione dei team sul lungomare di Alghero e domani vedrà i corridori impegnati nella prima tappa verso Olbia, è Nairo Quintana. Il successo del colombiano è dato a 2. E poi, è vero, a 8 ci sono l'olandersone Kruijswijk, a 12 Pinot e Thomas, e a 12 il trio Dumoulin, Landa e Zakarin. Ma il duello è scritto: doveva essere Aru-Nibali, è diventato Quintana-Nibali.In mezzo sempre lui, il campione uscente. Trentadue anni, squadra nuova, la Bahrain Merida, abitudini vecchie. Il suo compagno di camera? Sarà il 39enne Franco Pellizotti. Ora pretoriano, dieci anni fa, scherzi del destino, vincitore assieme a lui in maglia Liquigas della crono della Maddalena nel Giro che sarebbe stato di Di Luca, ante discesa agli inferi. E c'è pure Enrico Gasparotto, che dopo quella crono vestì la maglia prendendo gli insulti del suddetto candidato agli inferi causa doping.Proprio Gasparotto ci dà un bell'indizietto sullo stato di forma psico-fisico dello Squalo. «Martedì, tranfert Lugano-Linate per il volo in Sardegna. Un'oretta di viaggio? Nibali si è tranquillamente fatto una dormitina». Quando sta bene lo Squalo fa così. Dei bookmaker se ne frega. Quando invece va in fibrillazione, ricordate l'inizio choc della terza settimana del poi trionfale Giro 2016, rischia di affondare.Ieri pomeriggio, invece, nell'affollata conferenza stampa in hotel ha ostentato tranquillità. Accanto tutti i compagni di squadra e la bici speciale della Merida con tanto di richiami dorati al Trofeo del Centenario, già vinto due volte, nel 2013 e un anno fa. Tre concetti: «Non ho nessuna intenzione di nascondermi, tutti sanno che sono qui per puntare al podio. Non sarà semplice ma il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi è stato quello che andava fatto. Vincere il Giro? È molto difficile, e poi sono scaramantico...».Secondo, gli avversari «di grandissimo valore». «Quintana, poi Landa, Thomas, Kruijswijk e tanti altri. E poi ci sono l'imprevedibilità del tracciato e la terza settimana durissima». Terzo, il ricordo dell'amico che non c'è più. «Pensiamo a Michele Scarponi in ogni momento, soprattutto quando andiamo in bici. A volte proviamo a credere che sia tutto frutto di una notizia falsa, uno scherzo. E purtroppo non lo è. Stiamo cercando di elaborare questa situazione, ma è difficile anche parlarne. Di sicuro, noi tutti pensiamo alla famiglia di Michele e cerchiamo di essere vicini a loro». Tutto chiaro? No. Manca qualcosa. La sua Sicilia. Nibali si è detto elettrizzato per la possibilità di correre martedì e mercoledì nella sua Sicilia. E i compagni, che ieri l'hanno scortato in un allenamento di tre ore al caldo dell'isola, già temono di dover fare gli straordinari sull'Etna. Vuoi mai che il capitano voglia dare spettacolo davanti ai suoi tifosi e mandare così un messaggio a Quintana e ai bookmaker?