Serve mezzo milione per il salvataggio del piccolo chiostro
di Stefania PratowPAVIAAll'appello mancano 500 mila euro per il recupero del piccolo chiostro di San Mauro. E la raccolta fondi parte ufficialmente giovedì 11 maggio, quando in via Riviera, nella basilica di San Salvatore, si terrà un workshop che vedrà la presenza di Regione, Fondazione Cariplo, Cassa depositi e prestiti, Comune e gli interventi di docenti universitari e della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. Ma dove saranno anche presenti gli studenti universitari che hanno progettato il futuro del monastero e gli alunni del liceo Volta che invece, su quello spazio, stanno portando avanti un esperimento didattico. Perché, dopo il primo passo fatto dalla parrocchia esattamente l'11 maggio scorso, quello dell'acquisto del piccolo chiostro, ora la parola passa alla comunità. A tutti i pavesi che possono dare il loro piccolo o grande contributo. E a qualche mecenate che intende investire sul futuro. E i futuro sta nel recupero del passato, sottolinea il parroco di San Mauro, don Franco Tassone che aggiunge: «Facciamo leva sulla generosità dei pavesi per recuperare un importante luogo storico che potrà diventare fucina di idee e di lavoro». Non è sufficiente il milione di euro erogato da Regione e Fondazione Cariplo. È necessario uno sforzo in più. Servono altri 500mila euro, denaro che la parrocchia potrà ottenere da Banca Prossima attraverso le donazioni. Fondi che serviranno per realizzare l'intervento che verrà presentato proprio l'11 maggio dal progettista, Roberto Pitolini, «che per 8 anni ha lavorato come volontario, offrendo un contributo prezioso», precisa don Franco ricordando che negli spazi di circa 1.100 metri quadri nasceranno un centro di accoglienza un armadio di abiti usati, una scuola d'arte pensata per aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, foresterie per i pellegrini della via Francigena, un museo dedicato al San Salvatore. «Il convegno vedrà la presenza di esponenti del comitato scientifico, dell'ordine degli architetti e degli ingegneri, della facoltà di ingegneria dell'università che, attraverso il corso di restauro, introdurrà 30 studenti disposti a realizzare il progetto, e i ragazzi del Volta che completeranno il progetto complessivo».