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È un quadro con bandi di gara «cuciti addosso alle cooperative sociali» che hanno «garantito un monopolio perfetto nel settore degli appalti» sempre allo stesso raggruppamento di imprese. Un «sodalizio criminoso», secondo la Guardia di finanza, che ieri ha arrestato il sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo, e l'assessore ai Lavori pubblici, Stefano Bucari (Pd), entrambi ai domiciliari. I reati contestati: associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Nell'ordinanza si fa riferimento ad un altro procedimento che vede Di Girolamo inquisito assieme ad altre 19 persone, per turbativa d'asta per l'appalto dello smaltimento del percolato dell'ex discarica comunale. Ieri, insieme al sindaco e all'assessore, sono state indagate altre venti persone tra i quali diversi assessori delle giunte guidate da Di Girolamo. L'inchiesta è iniziata dopo il sequestro dei documenti il 17 novembre scorso con un blitz in municipio. Sedici gli avvisi di garanzia notificati in quell'occasione nei confronti di amministratori, funzionari comunali e rappresentanti di cooperative. Al centro dell'inchiesta una serie di appalti pubblici per la manutenzione del verde, la gestione dei servizi cimiteriali e di quelli turistici della cascata delle Marmore.