«Due Bonarde e no alle Doc di pianura»
BRONIContinua il dibattito sul progetto di revisione dei disciplinari avviato dal Consorzio. Mentre si stanno concludendo gli incontri sul territorio per spiegare nuovamente la riforma (l'ultimo è in programma martedì, alle 21, all'Enoteca regionale di Cassino Po) ed arrivare ad un testo quanto più condiviso, il Centro per la viticoltura dell'Oltrepo Pavese ha elaborato alcune modifiche alla bozza del testo, che saranno sottoposte agli organismi competenti nei prossimi giorni. «Condividiamo gli obiettivi di semplificazione dell'offerta produttiva dei vini e il miglioramento della qualità, come chiesto da molti viticoltori sul territorio - spiegano i tecnici del Centro -. Non ci sembra sostenibile, invece, la quantità indicata nelle proposte per i vigneti giovani nel loro primo triennio di vita e suggeriamo per i vigneti di uno e due anni nessuna produzione e una produzione del 60% per i vigneti di tre anni». Riguardo alle specifiche denominazioni, il Centro propone di mantenere le tipologie "frizzante" e "ferma" per la Bonarda fino alla definizione di un vino Doc importante in cui far confluire la versione ferma, di fissare il limite massimo delle rese al 65% e non consentire la possibilità d'uso del tappo a fungo (come il Lambrusco). I tecnici intervengono anche sullo spinoso punto degli Igt in pianura: il Centro propone di non adottare il nome "Colline Pavesi", «illogico e fuorviante», e di non estendere la denominazione ai Comuni di pianura indicati in bozza dove la viticoltura è «trascurabile o inesistente»; rispetto alla proposta di modifica, inoltre, si suggerisce di non inserire la dizione "Timorasso" e di modificare le rese produttive di Pinot Grigio e Vespolina a 160 e 150 quintali/ettaro. Infine, sull'altra doc importante del territorio, il Metodo Classico docg, il Centro propone l'utilizzo di un solo nome (ad esempio "Classese"), una produzione massima di 120 quintali/ettaro ed una resa massima del 55%; i tecnici non ritengono opportuno, dopo accurate ricerche, l'inserimento del vitigno Meunier nella base del vino. Del tema dei disciplinari si è parlato anche l'altra sera, durante la riunione organizzata da "Terre d'Oltrepo" con i sindaci del territorio per discutere principalmente dei danni delle gelate: «Come si poteva prevedere, sono emerse perplessità su alcuni punti dell'attuale proposta, ma l'approccio da parte di tutti è stato assolutamente propositivo - sottolinea il presidente della cantina di Broni, Andrea Giorgi -. La riunione dei giorni scorsi rappresenta di certo un passo fondamentale per la costruzione di un nuovo impianto disciplinare chiaro e pienamente condiviso». Oliviero Maggi