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ROMA Frenano ancora i contratti stabili in Italia mentre crescono i licenziamenti, soprattutto per motivi disciplinari e si riducono le dimissioni: nei primi due mesi del 2017 - secondo quanto rileva l'Inps nell'Osservatorio sul precariato - le assunzioni a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni, sono state 258.952, in calo del 12,7% sullo stesso periodo del 2016. Sono diminuite anche le chiusure di contratti stabili ma il saldo anche se attivo (+18.584 unità) è risultato inferiore al primo bimestre 2016. Dai dati Inps emerge che dopo il boom delle assunzioni stabili registrate nel 2015 grazie soprattutto agli sgravi dei contributi previdenziali totali e l'andamento discreto del 2016 (sempre grazie agli sgravi seppur ridotti) il 2017 ha un arretramento sul fronte delle stabilizzazioni con solo il 28% dei rapporti attivati a tempo indeterminato sul totale dei contratti (era il 33% nel primo bimestre 2016). Il nostro Paese resta fanalino di coda in Europa per l'occupazione con appena il 61,6% delle persone tra i 20 e i 64 anni al lavoro (meglio solo di Croazia e Grecia) e dieci punti in meno della media Ue. La Calabria risulta la terza in Europa per disoccupazione giovanile, mentre Sicilia e Sardegna risultano rispettivamente quinta e sesta. ROMA L'assemblea degli azionisti del Gruppo L'Espresso ha approvato oggi l'aumento di capitale che permette l'integrazione di Itedi e la nascita del nuovo gruppo editoriale Gedi. Il perfezionamento formale dell'operazione è previsto per la prossima settimana. Prima dell'Assemblea il Cda del Gruppo Espresso ha approvato i risultati del primo trimestre dell'anno che registra un utile netto positivo pari a 5 milioni di euro. Di fatto con l'ok dei soci del Gruppo Espresso nasce il primo gruppo editoriale nella stampa quotidiana e digitale. Per sottolineare l'importanza dell'operazione l'assemblea ha votato il cambio di denominazione: da Gruppo Espresso a Gedi Gruppo Editoriale Spa. Gedi diventa proprietario di testate quali «La Repubblica», «L'Espresso», «La Stampa», «Il Secolo XIX». «Oggi è diventata possibile un'idea più volte accarezzata da Carlo Caracciolo. L'idea di unire "Stampa" e "La Repubblica" era un suo progetto e ne discusse a più riprese con il nipote John Philip Elkann. È quindi con particolare calore e simpatia che accogliamo i nuovi consiglieri di amministrazione nel board», ha detto il presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti annunciando l'ingresso in Cda di John Elkann, Carlo Perrone ed Elena Ciallie, quest'ultima consigliere indipendente. Subito dopo il via libera dell'Assemblea, John Elkann ha ribadito la sua intenzione di essere per Gedi un investitore di lungo termine e di peso: «Confermo la volontà di Exor di essere il secondo maggiore azionista di Gedi dopo l'azionista di controllo Cir» ha detto il presidente di Exor. Anche Carlo Perrone ha confermato il suo impegno a lungo termine nell'editoria: «Sono profondamente convinto - ha detto - che in un momento storico particolarmente complesso e delicato, quale quello che stiamo vivendo, e con la proliferazione delle "fake news", la necessità di un'informazione realmente libera, professionale e indipendente sia più che mai vitale». «In un mercato debole è meglio essere forti» è stato il commento di Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo Espresso e futuro amministratore delegato di Gedi. «L'operazione - ha detto Mondardini - porterà sinergie per un valore di circa 15 milioni di euro e presenta un indubbio valore industriale». Dopo l'integrazione di Itedi e di Ital Press «il nuovo gruppo raggiunge la posizione di numero uno nell'informazione quotidiana e digitale» ha confermato Mondardini. Nello specifico, dopo un aumento di capitale da quasi 80 milioni di euro (esattamente 79,969 milioni), le quote dei soci principali nella nuova Gedi saranno per il 43,40% in capo a Cir, per il 14,63% di proprietà Fca e per il 4,37% dell'ItalPress di Carlo Perrone, il resto del capitale è in mano a soci minori, fondazioni e flottante.