Multiservizi, salasso per 7 ex dipendenti
di Denis ArtioliwVIGEVANOIl caso-farmacia tornerà in consiglio comunale domani (inizio alle 19), per la votazione sul consuntivo 2016 della Multiservizi. Sette dipendenti dell'Azienda speciale (tre impiegati e quattro farmaciste) sono stati licenziati alla fine di novembre 2016 dall'Azienda speciale: il giudice del lavoro di Pavia, il 22 luglio, aveva dichiarato la nullità dei loro contratti. Motivo? Il loro rapporto di lavoro, in sostanza, era passato da tempo determinato a indeterminato senza concorso pubblico. Le assunzioni risalgono al periodo 2006 - 2010. Il giudice ha stabilito che ai sette dipendenti licenziati fossero pagate 12 mensilità: per affrontare quella spesa, la Multiservizi aveva deciso accantonare la somma di 200mila euro in un fondo rischi per il contenzioso con i dipendenti. Nel verbale del Consiglio di amministrazione della Multiservizi (presieduto da Luca Bordoni), che si è riunito il 13 aprile, è scritto che «il Fondo per rischi e oneri è stato utilizzato per 242.504 euro, principalmente per le spese del contenzioso con i dipendenti sfociato nella sentenza del Tribunale di Pavia». La relazione al bilancio consuntivo 2016 di Asmv parla, precisamente, di un totale di 164.204 euro liquidato a ottobre a sei dei sette dipendenti licenziati.Nel corso dell'ultimo Consiglio di amministrazione, il direttore generale della Multiservizi, Andrea Deplano, ha spiegato, a proposito del contenzioso con i dipendenti, che è arrivata anche la richiesta di risarcimento da parte di un'altra farmacista licenziata a novembre. La richiesta è di 12 mensilità di stipendio, somma «già corrisposta agli altri dipendenti licenziati in virtù della medesima sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Pavia». La Multiservizi ha chiesto un parere legale sull'istanza presentata dall'avvocato della farmacista e il parere è stato positivo. «Il direttore - è scritto nel verbale del Cda - sulla base di tale parere, al fine di limitare l'esborso di spese legali da parte dell'Azienda in una vertenza che si prospetterebbe di esito quasi certamente negativo per l'Asmv, propone di accogliere la richiesta liquidandole un risarcimento di 30.977 euro in cambio della rinuncia al ricorso e appello contro la sentenza del Tribunale di Pavia». Il Cda ha accolto all'unanimità la proposta di Deplano, decidendo di arrivare a «un accordo conciliativo con la farmacista». Quindi, complessivamente, la somma liquidata ai sette dipendenti arriva a 195mila euro. Il consiglio di amministrazione, invece, ha respinto la richiesta di arretrati contrattuali per 2.280 euro (più spese legali) avanzata da una ex dipendente della farmacia, oggi in pensione, ritenendo prescritto nel 2015 il suo diritto a ottenere la somma.©RIPRODUZIONE RISERVATA