Tentato omicidio, confermati i 12 anni

di Fabrizio Merliw MOTTA VISCONTILa Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di Michael Campagna: 12 anni e 6 mesi per tentato omicidio. Il dispositivo è appena stato pubblicato sul sito internet della Suprema Corte. Campagna, 31 anni, di Motta Visconti, il 9 marzo 2013 colpì con due coltellate Alfio Brunno, 48 anni, in seguito a una lite per un debito di droga contratto dal figlio. Si trattò di una spedizione punitiva in piena regola, che si concluse nel sangue.A sferrare le coltellate, secondo l'accusa, fu proprio Michael Campagna, aiutato dal fratello e da un amico. Gli altri due avevano scelto un rito alternativo in udienza preliminare. Il giudice Erminio Rizzi aveva così condannato a 4 anni Mirko Campagna, di 22 anni, e a 3 anni e 8 mesi Giuseppe Schillirò, di 23 anni.I tre, secondo le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Pavia, si erano presentati a casa della vittima, in via Matteotti, reclamando dal figlio minorenne dell'uomo la restituzione di un prestito di 600 euro (soldi che sarebbero serviti per l'acquisto di stupefacente). E sul pianerottolo di casa, secondo l'accusa, c'era stato il ferimento. Nella colluttazione, Michael Campagna aveva estratto un coltello e aveva colpito due volte, all'addome, l'uomo di 48 anni. Nel corso delle udienze che si sono susseguite in primo grado, il medico legale che visitò la parte offesa aveva dichiarato che quei colpi avrebbero potuto provocare la morte dell'uomo, se non fosse stato immediatamente soccorso e sottoposto a un intervento chirurgico. In primo grado, il difensore di Campagna invocò la legittima difesa per il suo assistito, sostenendo che la parte offesa, insieme ad altri parenti, si sarebbe scagliata contro il giovane impugnando una chiave inglese. Ma la circostanza non venne presa in considerazione e Michael Campagna fu condannato a 12 anni e 6 mesi dal collegio. Il difensore dell'uomo impugnò la sentenza, ma la corte d'Appello di Milano, il 6 febbraio 2015, confermò in pieno la sentenza emessa dal collegio pavese. Alla fine anche la Corte di Cassazione ha ritenuto provata l'accusa e la sentenza è diventata definitiva.